Il più grande esponente dell’arte moderna non si è mai sottratto al piacere di essere un personaggio pubblico. Esiste ancora qualcosa che non sappiamo di lui?

#1 Dalì e l’ambizione
A sei anni voleva diventare cuoca – insistendo sul femminile del termine- a sette Napoleone. Il padre, notaio, avrebbe voluto, invece, che il figlio seguisse le sue orme.
A dieci anni dipinse la sua prima tela, a ventiquattro era già il Dalì che conosciamo oggi.

#2 Dalì ed il rifiuto delle regole
Si farà espellere dall’Accademia di San Fernando per aver incitato gli studenti a manifestare contro la scelta di un nuovo professore, considerato inadeguato.
In tal modo perderà ogni possibilità di intraprendere una carriera di artista ufficiale.

#3 Dalì e Lorca
Fu il miglior amico di Federico Garcia Lorca, conosciuto a Madrid durante gli studi.
Lorca s’innamorerà perdutamente del pittore, indirizzandogli numerose lettere e dedicandogli svariate poesie.
Dalì affermerà, ne ‘Les Passion selon Dalì’, di essere stato vittima di un tentativo di sodomizzazione da parte del poeta di Granada.
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 #4 Dalì e la sessualità
Il rapporto di Dalì con la sessualità è stato da sempre molto controverso, sicuramente più prolifico sul piano delle fantasie, che su quello reale.
Arrivato a Parigi visitò quasi tutti i bordelli della città, alla ricerca della donna che potesse incarnare le sue fantasie erotiche.
La trovò poi in Gala, moglie di Paul Eluard, guida intellettuale del movimento surrealista.
Pare che fino a quel momento fosse rimasto vergine, anche a causa del timore -trasmessogli dalla madre- di contrarre la sifilide.

#5 Dalì e la coprofagia
Il quadro dal titolo Il gioco lugubre, rappresentante mutande insozzate di escrementi, innescò il dubbio che l’artista fosse coprofago.
In realtà, si trattava di uno dei tanti espedienti volti a dare scandalo.
Durante il primo appuntamento con Gala, l’artista meditò di confessare la sua coprofagia, per risultare più bizzarro ed interessante agli occhi della donna. Poi scelse di dirle la verità.

#6 Dalì e gli istinti omicidi
In qualche occasione meditò di uccidere la donna amata gettandola dalla torre della cattedrale di Toledo.
L’artista aveva appena ultimato la lettura del romanzo Gradiva, di Jensen, nel quale l’eroina guarisce la mente del protagonista.
Gala, come Gradiva, lo sviò da quel crimine e guarì la sua follia.

#7 Dalì e l’autorità paterna
Fu ripudiato dalla famiglia per due ragioni.
La prima, riconducibile al matrimonio con una donna divorziata e rintracciabile nel dipinto  L’enigma di Guglielmo Tell, raffigurante lui, il padre e GalaLa seconda, invece, scaturente da un atto surrealista: Dalì aveva inciso a mano su una cromolitografia raffigurante il Sacro Cuore, le parole “A volte sputo sul ritratto di mia madre per il semplice gusto di farlo”.
Il padre visse il gesto provocatorio come un insulto alla memoria dell’amata moglie defunta.

#8 Dalì e Freud
Dalì prese in prestito i cassetti di cui disseminava le sue opere da Freud, per raffigurarne le teorie attraverso l’arte.
I due si  incontrarono una sola volta, a Londra nel 1938, ed in quell’occasione Dalì eseguì a memoria un ritratto del professore viennese con il cranio a forma di guscio di lumaca.

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#9 Dalì ed Hitler
Nonostante avesse sempre professato un disinteresse per la politica, Dalì si mostrò affascinato dai regimi elitari e gerarchici.
In particolare, mostrò una vera ossessione hitleriana, dipingendo il Führer in vesti femminili e dichiarandosi estasiato all’idea di ritrarne la carne compressa sotto la giubba militare.
Questa singolare simpatia, gli costò l’espulsione definitiva dal movimento surrealista.

#10 Dalì ed il cinema
La locandina del film Il silenzio degli innocenti, uscito nelle sale nel 1991, contiene un piccolo esempio di pubblicità subliminale.
Sulle labbra del volto femminile di Jodie Foster infatti, appare poggiata una falena. Ingrandendola, è possibile scorgervi un teschio formato da sette corpi nudi di donna.
Si tratta di un’opera realizzata da Salvador Dalì, con l’aiuto di Philippe Halsman, dal titolo Voluptas Mors e pare che abbia inciso sulla psiche degli spettatori, come richiamo di natura sessuale.

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