imagesChiariamoci subito: se di flop si può parlare, di certo non è dal punto di vista dei numeri: gli ascolti registrati dalle prime quattro puntate sono clamorosi per una pay-tv come Sky. Curioso che il colosso di Murdoch riesca a lucrare con una narrazione sulle origini di uno dei suoi principali concorrenti, ossia quella Mediaset – allora Fininvest – che fa da sfondo a parte del plot principale.

Quel che non convince, in compenso, è l’aspetto artistico. Non basta fare le inquadrature di Sorrentino per essere Sorrentino, come non basta mettere un consulente pubblicitario in una serie tv per fare Mad Men. 

1992LaSerie si presenta come un mélange arrangiato di elementi che altrove hanno funzionato, con un livello di scrittura alla base, però, a tratti imbarazzante. A completare il tutto, uno standard recitativo molto più vicino a quelli di Canale 5 che non a Gomorra (viene quasi da rimpiangere Gabriel Garko). Non è casuale che sia stato tanto enfatizzato il concetto che la serie nasce “da un’idea di Stefano Accorsi”, come se la paternità originaria potesse giustificare l’enfasi mediatica pur in assenza di altro.

Perchè, in effetti, manca l’anima, manca quella sensazione di voler andare avanti per scoprire cosa succede, si finisce a guardare più l’orologio che lo schermo.
Potrebbe risollevarsi, certo, ma quando hai già concesso 4 delle tue 10 puntate al dimenticatoio è dura, durissima. Ancora più dura dopo il capolavoro Gomorra: magari un anno fa ci saremmo accontentati, oggi non possiamo, spiacenti Sky Atlantic HD.

Ps. Unica – sorprendente – nota di merito, l’interpretazione dell’ex Miss Italia Miriam Leone, unica a salvarsi in un terrificante andirivieni di maschere senza espressione.

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