“O partigiano portami  via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir”

Il 25 aprile del 1945 i partigiani liberarono l’Italia dal nazifascismo. Sembrava impossibile riuscire a sradicare quella che era ormai diventata una quercia, ma l’unione, il patriottismo e la ribellione hanno infine preso il sopravvento, ed è bastata la forza delle genti a buttare via le radici dell’oppressione, della dittatura, della guerra e di ciò che rendeva inutile la vita.

C’è era una volta, un popolo che ha resistito morendo in nome della libertà e della democrazia, riuscendo ad avere una Repubblica e la stesura di un meraviglioso testo costituzionale, perché l’Italia è una Repubblica democratica, una e indivisibile, che ripudia la guerra e dove tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. C’era una volta quel popolo, e adesso non c’è più.

Oggi, 25 aprile 2016, l’Italia non è libera, perché nessuno è disposto a morire. Oggi, 25 aprile 2016, se ci fossero stati i nazifascisti, non ci saremmo ribellati, ma lamentati sì.
I partigiani, uomini in carne ed ossa, esattamente come noi, hanno dato vita ad una resistenza, appropriandosi della sovranità popolare, la stessa che viene riconosciuta  a noi, ma di cui non ne facciamo uso.
Se quegli italiani sono riusciti a combattere il nazifascismo, allora perché noi non dovremmo essere in grado di combattere la corruzione della classe politica o delle mafie? Perché loro sono riusciti ad attuare un cambiamento, e perché noi non dovremmo riuscirci? La storia ci ha insegnato che una guerra può avere una fine, un governo oppressore può essere rovesciato e si può far scappare un dittatore come un topo che fugge da una trappola. Grandi battaglie sono state portate avanti e vinte, ma noi continuiamo a farci sconfiggere.
Abbiamo perso quando solo il 32% degli italiani è andato a votare al referendum abrogativo del 17 aprile. Perdiamo quando un ennesimo giornalista, solo perché scrive, finisce nel mirino delle mafie. Perdiamo quando Matteo Renzi e Silvio Berlusconi puntano il dito contro la magistratura e quando gli stessi PM minacciati di morte, sono costretti a vivere sotto scorta. Perdiamo quando Matteo Salvini dice “ruspa per i campi rom” e lo idolatriamo. Abbiamo perso con il proibizionismo delle droghe. Perdiamo quando si fatica a trovare un lavoro a vent’anni. Perderemo se al referendum costituzionale di ottobre vincerà il sì.
Forse riusciremo a vincere, se ai partigiani che scendono in piazza se ne aggiungeranno altri, ad urlare che la crisi li sta divorando, che non si può morire perché i fondi alla sanità vengono tagliati, che sulla cultura bisogna investire perché è da lì che parte tutto, ma proprio tutto.
Partigiano sei tu che stai leggendo anche se non lo sai.

“Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere”. (George Orwell, 1984)

“E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.

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