Oculus Rift: un autogol dietro l’angolo?

Brutta sorpresa per il prezzo del nuovo Oculus RIft. Sarà un boomerang?

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Confezione Oculus Rift
Confezione Oculus Rift

Il 6 Gennaio è stato annunciato il prezzo definitivo del Visore che ha dato il via ad una nuova era tecnologica, rivoluzionando il mondo del gaming e dell’esperienza virtuale: Oculus Rift venduto a 599 dollari corrispondenti a 700 euro del vecchio continente. E proprio nel giorno di lancio e dei pre-ordini per la versione definitiva del visore, sono partite una serie di critiche all’inventore e fondatore della casa produttrice, Palmer Luckey, e più precisamente proprio sul prezzo definitivo che passa da 350 euro per il DK2 a circa 700 euro, cioè un costo doppio rispetto al prototipo. In più se consideriamo che per l’utilizzo del visore è necessario un PC di fascia medio-alta, possiamo dire che il costo totale per provare questo gioiellino si aggira in totale intorno ai 1700/2000 euro. Effettivamente rispetto ai soli 350 euro iniziali del prototipo, tale costo ostacolerà  non di poco la diffusione del Rift, limitandola ad un gruppo ristretto di appassionati, makers e videogiocatori pronti ad investire una cospicua cifra per uno strumento che ancora non è compatibile con la maggior parte di giochi e programmi esistenti. Insomma potremmo essere di fronte ad un Google-glass bis e cioè al fallimento di un’altra tecnologia promettente a causa dell’astio dei consumatori nei confronti del prezzo. Lo stesso Luckey difende la propria scelta motivandola con l’esistenza di altri operatori sul mercato della VR: “Non siamo più soli nel mercato e questo ci obbliga a realizzare un prodotto più performante e di conseguenza più costoso”; queste le parole dell’inventore in diretta streaming con giornalisti e appassionati. Infatti non sono poche le alternative alla famosa VR targata Oculus: c’è Htc, che a Las Vegas ha presentato il nuovo sistema Vive Pre (uscita ad Aprile) con telecamera frontale sul caschetto che permetterà di mescolare oggetti reali alla simulazione digitale; c’è la VR della Sony collegabile alla PS4. Quest’ultima arriverà nella prima metà dell’anno e sfrutterà come macchina «d’appoggio» la Ps4, utilizzando perciò una strategia opposta alle due precedenti: un hardware dal costo (probabilmente) contenuto e soprattutto favorita dalle 35 milioni di console vendute.

Insomma siamo di nuovo di fronte ad una battaglia elettronica caratterizzata esclusivamente dalla conoscenza del mercato e dei consumatori e soprattutto sul loro potere di acquisto. Sicuro è che il costo annunciato da Palmer Lucky ha deluso molti fan rimasti ancora sbalorditi dalle potenzialità del DK2.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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