1) Nulla è permanente. Non mi ribellerò più al cambiamento, non proverò a forzare le certezze e la stabilità. E’ la legge della vita e senza la sua applicazione non ci sarebbe crescita né evoluzione. E io voglio crescere, cambiare, abbracciare l’ignoto. Non voglio attaccarmi alle cieche aspettative. L’attaccamento è la causa della maggior parte del mio dolore.

2) La mia felicità non dipende dalle condizioni esterne. Quante volte una chiamata, un messaggio o un qualunque avvenimento che dipende da altri influenza il nostro umore? Non voglio più che accada. Voglio che la mia felicità dipenda solo da me. Non posso controllare gli eventi, ma posso allenare la mia mente a reagire positivamente alle cose. Voglio amarmi al punto da non dover riempire il mio vuoto con qualcosa che non mi appartenga. Solo così potrò amare davvero anche gli altri.

3) Non voglio accettare ciecamente. Accetterò solo quello che avrò capito, mai più parole che ho sentito, non supportate da evidenti fatti.

4) Svilupperò la comprensione più che il giudizio. Non voglio giudicare gli altri, le loro scelte e le loro azioni. Vorrei, anzi, capire le loro ragioni, le emozioni da cui sono guidati, per comprendere meglio anche il mio mondo interiore.

5) Voglio che la mia mente sia nel qui e ora. E’ tutto quello che abbiamo. Quando proverò a volare via mi riporterò indietro. Immergerò tutta me stessa in ogni attimo, non lascerò che il tempo passi senza esserne consapevole. Non darò nulla per scontato. Non voglio più sentire il peso di tutte le vite che non ho vissuto, di tutte le foto in cui avrei voluto essere e che invece scattavo.

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