Pavel Durov - Creatore telegram

Telegram è stato conosciuto dai più durante uno dei primi crash di WhatsApp; in quel momento, infatti, essendo inutilizzabile la nota app di messaggistica mobile, molti utenti iniziarono a cercare in rete alternative, anche momentanee, preoccupati forse di ritardare l’invio di qualche messaggio importante. Proprio in quelle ore il mondo venne a conoscenza, grazie ad articoli quasi virali sull’inefficienza dell’App di messaggistica istantanea più famosa fino a quel momento, del prodotto di Pavel Durov, nato a Leningrado 30 anni fa e definito lo Zuckerberg di Russia.

Ma quali sono le principali innovazioni apportate da questa app di messaggistica che pian piano sta scalando a forza di numeri il predominio di casa Facebook Inc.?

 Inizialmente (e ovviamente tutt’ora) privacy e sicurezza, ora il “global project” mette a disposizione degli utenti una miriade di potenziali utilizzi grazie in particolare all’uso dei bot. Il global project, così definito dallo stesso creatore per opporre al concetto di “brevetto” l’idea di strumento comunitario, si basa su un sistema di copertura e criptaggio dei dati che lo rende invulnerabile: nessuna traccia dei messaggi permane sui server, nessuna possibilità di inoltrarli e l’accesso ai messaggi passati sul cloud può effettuarsi solo dai device dai quali sono partiti.

Oltre a tutto questo c’è chiaramente la possibilità di scambiare senza limiti foto, video e documenti da smartphone a desktop oltreché di creare questi innovativi e sempre più diffusi bot.

Un bot, diminutivo di robot, non è altro che un programmino che gira in tempo reale sui dispositivi e che in automatico deve eseguire azioni se interrogato.

Nel caso della messaggistica istantanea mediante i bot è possibile generare risposte automatiche a servizio di tutti coloro che necessitino di informazioni, personali o professionali, attraverso specifiche parole chiave preimpostate. E così giorno dopo giorno nascono bot di ogni tipo, fino ad arrivare addirittura al bot che incarna Dante e su richiesta riporta la Divina Commedia.

Al di là di utilizzi a carattere ludico e goliardico, i bot risultano oggi utilissimi alle Amministrazioni Pubbliche per informazioni e sicurezza, tanto che non sono pochi i Comuni che stanno sfruttando sapientemente le potenzialità di questa App per fornire indicazioni e informazioni utili ai cittadini. In alcuni casi addirittura tale sistema di messaggistica automatizzato e utilizzato in caso di emergenza: inviando la posizione al bot sarà possibile infatti conoscere il primo rifugio di emergenza in caso di calamità e/o ottenere tutte le notizie necessarie inerenti ai casi di emergenza e primo soccorso; il tutto praticamente a costo zero.

Quest’App rivoluzionaria, dunque, se inizialmente era utilizzata solo per il “vizietto” del tradimento grazie alla possibilità di far autodistruggere messaggi e video, oggi è considerata una valida alternativa a WhatsApp, grazie anche alla storia del suo creatore.

Durov in Russia fonda il social VKontakte o anche definito Facebook russo; effettua un exit (praticamente cede le sue quote) nel 2014 sotto le pressioni del Cremlino che pretende informazioni su terroristi ceceni. Lasciata la patria Russia gira per il mondo e nel 2014, qualche mese dopo le dimissioni di CEO di VKontakte, lancia Telegram. L’ultima creatura di Durov non ha pochi problemi a causa proprio del suo punto di forza e cioè la sicurezza: più volte i governi hanno preteso di accedere ai dati degli utilizzatori per motivi di sicurezza ma in due anni Durov non ha mai ceduto né consegnato neanche un bit. Telegram rappresenta la sua nuova missione:”Vogliamo creare un tipo di azienda diversa, che non sia finalizzata a massimizzare i profitti ma a creare valore per l’intera società perché il nostro imperativo è rimanere indipendenti”. “I messaggi liberi e sicuri”, continua il giovane rivoluzionario hitech, “dovrebbero essere un diritto per tutti. Mettere messaggi pubblicitari mentre le persone comunicano tra loro in un certo senso è immorale.” Infatti assicura che telegram sarà per sempre gratis e alla domanda se ha paura di essersi fatto nemici importanti e di sparire nel nulla come successo a tanti altri risponde: “Quando la morte c’è, noi non ci siamo più noi”.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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