“Paga Quanto Vuoi” da febbraio all’Ippo’s Kitchen

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Da un’idea del giovane chef Antonio Ippolito del locale Ippo’s Kitchen nasce il “Paga Quanto Vuoi”, un’iniziativa che si svolgerà nei quattro venerdì del mese di febbraio in cui sarà il cliente a decidere il prezzo del servizio. Social si è subito interessato a questa iniziativa e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lo chef.

  • Paga quanto vuoi” è un’idea originale, fuori dal comune. Trasportare questo concetto, che è legato alla tradizione napoletana del parcheggiatore abusivo, al cibo è distruggere i canoni classici del rapporto chef/cliente. Com’è nata quest’idea?

    L’idea è nata dal fatto che sentivo l’esigenza di mettermi in discussione, di sentire cosa avesse da dire il mio cliente e soprattutto essere valutato per quello che realmente ogni mio ospite crede di dover pagare.

  • Quello che proponi è un salto nel buio, bisogna affidarsi al palato delle persone e soprattutto alla loro capacità di dare un prezzo ad un piatto, cosa non del tutto semplice. Sei così fiducioso nel giudizio delle persone?

    Un salto nel buio, sì, ma io ho fiducia nella bontà dei prodotti e dei miei clienti. Se ci pensate, il ristorante è la mia seconda casa e voi tutti siete sempre i miei benvenuti ospiti. Spero di darvi sempre accoglienza e familiarità, facendovi vivere un’esperienza che non si fermi a quella gustativa.

  • Daresti indicazioni precise ai nostri lettori su come e dove partecipare a questa tua iniziativa?

    Il “Paga Quanto Vuoi” si svolgerà nei 4 venerdì del mese di febbraio ed avrà luogo alla Rotonda Belvedere di Bagnoli, in Via di Pozzuoli 15.

  • Come definiresti la tua cucina? Sperimentale ma con un occhio fisso alla tradizione napoletana oppure completamente rivoluzionaria?Sono molto legato agli insegnamenti dei miei nonni, Carmela e Salvatore, due ottimi cuochi per passione, che mi hanno insegnato tanto, ma continuo ad apprendere e imparare anche nuove tecniche e nuovi piatti, per portare in tavola il meglio della nostra tradizione e non.
  • A chiunque si occupi di cucina una domanda sporge spontanea. Come è nato il tuo amore per i fornelli?

    Sin da piccolo ero tra i piedi di cuochi e aiutanti nel ristorante di mio padre. Poi lui ha lasciato questo mondo ed io, invece, vi ho trovato passione e divertimento. Per me una giornata passata in cucina non è mai una giornata noiosa o di lavoro forzato.

  • Daresti un consiglio agli aspiranti chef che vogliono intraprendere il lavoro della ristorazione?

    Sono molto giovane, ho 23 anni, e l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di fare ciò che piace nella vita, non sforzarsi a ricoprire mansioni e fare lavori che non ci piacciono; la maggior parte del tempo della nostra vita la passiamo a lavorare.

 

Per maggiori informazioni consultare: Ippo’s Ktchen

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