Proviamo per un attimo a mettere da parte le recentissime immagini di coppie del mondo dell’arte e della letteratura che negli scorsi giorni di celebrazione della festa degli innamorati sono state assunte ad archetipo di amore sublimato e puro.
Quella tra Frida Kalho e Diego Rivera è una storia lunga e travagliata, di torbidi tradimenti, passione, ritorni, (e poi ancora tradimenti..) ma anche un legame profondo ed indissolubile.
La vita di Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón, in arte (ed in breve) Frida, risulta irrimediabilmente segnata sin dalla nascita da una serie di accadimenti, che si collocano a metà strada tra spiacevole inconveniente e incredibile fatalità.
Su tutti, il terribile incidente che all’età di 18 anni cambia drasticamente la sua esistenza, costandole ben 32 operazioni chirurgiche ed una vita di dolori indicibili.
E’la mattina del 17 settembre 1925, Frida sta tornando a casa dalla scuola  dove studia per diventare medico,in autobus, come una comunissima ragazza messicana. A metà tragitto si accorge di aver dimenticato un ombrellino, e scende a cercarlo. Il cambio d’autobus le sarà fatale: il nuovo mezzo si schianta contro un tram, il corrimano la trafigge come un toro, da parte a parte, costandole la frattura della colonna vertebrale in tre punti e traumi sparsi in ogni parte del corpo.
Una serie di stringenti motivazioni ci spingono a pensare che se Frida non fosse salita su quell’autobus la sua vita sarebbe andata molto diversamente.
Probabilmente non si sarebbe dedicata così intensamente alla pittura, avrebbe sposato Alejandro, suo fidanzato dell’epoca, e perseguito il sogno di diventare medico.
Sarebbe stata una comune donna messicana politicamente impegnata e non la controversa artista di fama mondiale che è stata, ed è.
In fondo la vita è una strana questione di concatenazioni di eventi e casualità.
Dimessa dall’ospedale è costretta a fare del letto in cui è relegata giorno e notte il punto più alto da cui osservare il mondo.
Nelle interminabili ore di solitudine forzata, che ne temprano anima e spirito, divora libri e trattati sul movimento comunista, ma soprattutto si avvicina all’espressione artistica che la renderà celebre, la pittura.
E proprio qui, inaspettatamente, subentra Diego Rivera, affermato pittore dell’epoca, alla cui attenzione Frida decide, con un po’di sfacciataggine, di sottoporre i propri dipinti.
Qualcuno sostiene che Frida scrivesse nel suo diario adolescenziale di esserne già platonicamente innamorata.
Rivera rimane folgorato dal talento acerbo ma innegabile della ragazza, la inserisce nella scena politica ed artistica messicana, ma soprattutto, se ne innamora perdutamente qualche tempo dopo.
Nel 1929 i due si uniscono in matrimonio, lui ha 43 anni e svariati legami già alle spalle, Frida appena 22. Sarà solo il primo di un ciclo di tre.(Si, tre! Quanto può essere sano scegliere consapevolmente e reiteratamente di giurarsi eterno amore per ben tre volte?)
La loro storia è continuamente intervallata dai tradimenti di Diego, il più celebre e doloroso, quello con la sorella di Frida, Cristina.
Alcune storie d’amore sanno lasciare segni devastanti del proprio passaggio, più dello schianto di un bus contro un tram una mattina del 17 settembre 1925..
Nonostante tutto, i due non riescono a lasciarsi e mettere fine a questo torbido quanto struggente connubio artistico e passionale.
Frida decide di alleviare le sofferenze dedicandosi a sua volta al libero amore, colleziona decine di amanti celebri di entrambi i sessi, e si fa prendere la mano a tal punto da averne una in comune proprio col marito, la fotografa Tina Modotti.
L’artista muore pochi giorni dopo aver preso parte ad una manifestazione politica al fianco del marito, ormai stremata da una vita che ha saputo essere al contempo intensa e difficile.
Dopo la sua morte il pittore scrive:  «il 13 luglio 1954 è stato il giorno più tragico della mia vita: avevo perso per sempre la mia amata Frida. Ho capito troppo tardi che la parte più bella della mia vita era il mio amore per lei”, chiedendo che le sue ceneri possano un giorno mescolarsi a quelle della moglie per sempre.
Spesso le opere dei due artisti, seppure rappresentative di modi di fare e concepire la pittura totalmente differenti, vengono esposte assieme,

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