Stefano Graziano, presidente del Pd della Campania, è indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto appoggio elettorale da Alessandro Zagaria (imprenditore non imparentato col boss) rendendogli in cambio favori relativi ad un appalto. Le forze dell’ordine hanno perquisito il suo appartamento ed il suo ufficio. Poche ore dopo l’annuncio dell’inchiesta, Graziano si è autosospeso dall’incarico di presidente del Pd campano e da quello di presidente dell’assemblea regionale.

L’inchiesta è quella che ha portato all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di funzionari comunali, imprenditori e professionisti del Casertano. Per loro l’accusa è, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e altre irregolarità in gare di appalto pubblico. Tra questi anche l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro.

“Sulle notizie che arrivano da Caserta ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto” scrive in una nota Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd  “e che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo, abbiamo totale e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura”. Imbarazzo sulla vicenda al Nazareno, con Matteo Renzi che pare abbia chiesto (e ottenuto) immediatamente le dimissioni dell’ormai ex presidente regionale del partito.

Duro invece il Movimento 5 Stelle. “Il presidente del Partito Democratico campano è indagato per camorra” la dichiarazione di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, “piccolo dettaglio: fino all’anno scorso era anche consulente del governo Renzi. Vi prego liberiamo l’Italia”. Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Salvini, della Lega: “Mentre ascolto e incontro tanti imprenditori italo-americani con voglia di fare e onesti giovani in fuga dall’Italia, da Roma arrivano notizie di altri arresti e indagati a carico del partito al governo per reati gravissimi e collusione con la criminalità organizzata. Che tristezza…”.

“Nell’esprimere la massima fiducia nell’operato della magistratura, con grande sofferenza, comunico la mia autosospensione dal Partito Democratico in attesa di chiarire, al di là di ogni anche generico sospetto, la mia posizione”. Questa la nota con cui Stefano Graziano ha spiegato la sua rinuncia agli incarichi. “Ho sempre agito, nel corso della mia carriera politica nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e legalità, per me imprescindibili regole di vita” aggiunge inoltre. “Pertanto ho conferito, al mio legale, il mandato di attivarsi presso la Procura napoletana perché al più presto venga fissato un interrogatorio, nel corso del quale potrò fornire ogni spiegazione sui fatti che l’Autorità giudiziaria riterrà di dover approfondire, confermando la mia totale estraneità a qualsiasi vicenda illecita”.

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