Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere”. Oltre sessant’anni fa, con queste poche e semplici parole l’illuminato giurista Piero Calamandrei descriveva così la rilevanza e la centralità della scuola (in particolar modo quella pubblica), vera istituzione di libertà ed emancipazione del Paese. Tuttavia, a mettere a repentaglio l’intero sistema scolastico pubblico italiano, ci ha pensato il Governo Renzi con l’ennesimo tentativo di riforma oltremodo maldestro e pasticciato, denominato “Buona Scuola”. A individuare tutti i profili di criticità ci ha pensato però “A scuola per passione”, un comitato afragolese nato dall’incontro di insegnanti, professionisti, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali, associazioni di categoria, direttori di riviste scientifiche, che hanno deciso di lanciare una petizione al fine di modificare le norme in materia scolastica in via di approvazione parlamentare. Al di là dei preliminari e pregnanti dubbi di incostituzionalità che il disegno di legge presenta, ecco i punti cardine della petizione in parola: implementazione delle assunzioni (che dovrebbero essere 148.000 a fronte delle 100.701 previste nel testo legislativo); estensione del bonus alle famiglie anche per le iscrizioni alle scuole pubbliche (che la riforma prevede solo per quelle paritarie); accesso al ruolo di docente anche ai neolaureati attraverso concorso pubblico ordinario; istituzione di tavoli tecnici di lavoro composti da esperti del settore scolastico per l’ideazione di una vera, concreta e condivisa riforma scolastica, tale da soddisfare i bisogni di alunni, famiglie, personale scolastico e mercato del lavoro senza perdere la sua vocazione pedagogica; ed infine, approvazione della medesima secondo l’iter parlamentare previsto dalla Costituzione italiana.

Caloroso ed accorato l’appello del Presidente di “A scuola per passione” Marina Pannone: “La scuola, ancor di più quella pubblica, è un caposaldo della nostra democrazia e del nostro Paese. Per varare questa sedicente riforma sulla buona scuola, il Governo Renzi ha invece pensato bene di esautorare il Parlamento del potere di controllo che gli è proprio, privando noi cittadini di qualsiasi forma di garanzia contro l’arbitrarietà e la discrezionalità politica. Questo è un oltraggio insopportabile, a maggior ragione perché perpetrato ai danni della scuola pubblica. Ma non è detta ancora l’ultima parola: attraverso questa petizione dimostreremo a chi ci governa la dignità e la forza di chi ha a cuore il futuro dell’Italia. Ogni contributo è quanto mai prezioso“.

Per aderire alla petizione: https://www.change.org/p/senatori-della-repubblica-bloccare-il-ddl-sulla-sedicente-buona-scuola

Per maggiori informazioni:  http://ascuolaperpassione.blogspot.it

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