Iniziate nel febbraio di quest’ anno, le trattative per l’acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori  si sono concluse domenica sera: il gruppo editoriale controllato da Fininvest e che già possiede Einaudi, Piemme e Sperling&Kupfer, ha acquisito il proprio diretto concorrente per 127, 5 milioni di euro.  Rizzoli, Bompiani, Fabbri e Marsilio passano, dunque, nelle mani della famiglia Berlusconi, mentre, secondo l’accordo concluso dagli amministratori delegati delle due aziende,  il 58% di Adelphi detenuto dalla Rcs sarà ceduto a Roberto Calasso,  socio di minoranza e direttore editoriale della casa editrice, che ha esercitato l’opzione di prelazione prevista nel caso di cambio di proprietà.

Un’operazione dai risvolti enormi per l’editoria italiana, sulla cui regolarità l’Antistrut è ora chiamata ad esprimersi, soprattutto in ordine al rispetto delle norme sui monopoli. Con l’acquisto della Rcs libri, infatti, la Mondadori controllerà ben il 35% dell’editoria d’autore e il 25% del mercato dei libri scolastici. È  la nascita di una vera e propria superpotenza editoriale, che rischia di annichilire le case editrici minori.

Già a febbraio, Dario Franceschini si era detto “molto preoccupato” per l’operazione (“è troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato”)  e, ora, alla notizia dell’avvenuto acquisto ha ribadito le proprie perplessità, riaffermando, però, che  “il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’Autorità Antitrust, secondo la legge, a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’operazione acquisto Rcs”.

Anche i sindacati guardano con sospetto alla fusione dei due gruppi editoriali, paventando rischi per la piccola editoria e gli autori più giovani, mentre il Codacons ha annunciato un esposto all’Antitrust.

Di tutt’altro tenore le dichiarazioni di Marina Berlusconi: “È un’operazione di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un rilevante investimento, da parte di una grande azienda italiana, in un settore nobile e speciale come quello del libro. La Mondadori, di cui la mia famiglia è l’editore da ormai 25 anni, torna a crescere e compie un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità”. Cerca, poi,  di rassicurare gli animi dei perplessi. Il presidente della Rcs, Paolo Mieli: “Rizzoli e Mondadori come Coppi e Bartali, è normale che la fusione faccia clamore. In futuro nasceranno gruppi editoriali sempre più grandi. Non dobbiamo preoccuparci né opporci. La competizione europea e mondiale si gioca tra colossi dell’editoria, cui si affiancano, magari, case editrici più piccole. È ridicolo descrivere questa operazione come una manovra autoritaria”.

La palla è ora in mano all’Antitrust, anche se, in un comunicato stampa, la Rcs ha affermato che “eventuali provvedimenti di autorizzazione condizionata non pregiudicheranno il completamento dell’operazione e non comporteranno modifiche delle condizioni economiche per RCS MediaGroup”.

Intanto i titoli di entrambi i gruppi sono in rialzo. 

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