L’episodio, increscioso, risale a più di un mese fa ma è stato rivelato solo nella giornata di ieri. Una busta contenente un proiettile di un fucile automatico è stata recapitata a mano presso il comando della Polizia municipale di Afragola, probabilmente con la collaborazione di un detenuto che ivi si recava per adempiere all’obbligo di firma, col chiaro intento di intimidire il Comandante Luigi Maiello. Il significato del gesto minatorio è fin troppo chiaro: chi si mette di traverso alle attività dei clan, prima o poi la paga; e non ci sono luoghi in cui ci si può sentire al sicuro, anche sul posto di lavoro, con armi e divisa di ordinanza, con o senza ausiliari, la vendetta verrà consumata. Non è la prima volta che il Comandante Maiello subisce intimidazioni di questo genere: già nel 1995 e nel 2006, quand’era in servizio nel paese di S. Anastasia, ha dovuto scontrarsi con la tracotanza e l’arroganza dei clan, che arrivarono addirittura a pianificare un attentato nei suoi confronti. Attentato poi fortunatamente sventato. Stavolta, però, nel mirino dei clan locali il Comandante ci è finito, stando alle prime ipotesi avanzate dagli inquirenti, per aver operato il sequestro di un imponente deposito abusivo appartenente al patrimonio di un esponente di spicco della camorra afragolese. A capo della Polizia municipale di Afragola dal 2013, Maiello si è detto fiducioso del lavoro che già sta svolgendo la magistratura e della tutela che sapranno offrirgli tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio, per l’occasione coordinate allo scopo di proteggere uno dei personaggi più in vista della lotta contro la criminalità ambientale e urbanistica afragolese

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