Quando ascolti Aldo Masullo, l’unica cosa che riesci a fare è rimanere in silenzio, prendendo ogni singola parola che quell’uomo ti può regalare, fino a commuoverti per la grandezza dei suoi pensieri che arrivano a scuoterti l’anima.

Aldo Masullo è un filosofo di 93 anni, una persona che nonostante la sua maestosità è rimasta coi piedi per terra, e quando qualcuno prova a chiamarlo filosofo, risponde dicendo che: “Siamo tutti filosofi. Siamo tutti chiamati non a fare i professori di filosofia, ma siamo tutti chiamati a pensare, siamo tutti chiamati a riflettere, a domandarci dove andiamo, dove indirizziamo la nostra vita, cosa sarà di noi domani, cosa sarà dei nostri figli domani”. I suoi anni si avvertono soltanto per la saggezza di cui gode, ma nella fisicità, nella voglia di dibattere coi giovani, nella capacità di cogliere nel profondo la sofferenza di chi vuole trovare un senso all’epoca del nichilismo, i suoi anni non si avvertono, non allontanano ragazzi di 15 anni, semmai li avvicinano.

“Etica e nichilismo” è il frutto del lavoro e del talento del professore Michele Salomone, del professore Francesco Sdino e di tanti altri docenti che si sono messi in gioco, provando ad intrattenere le nuove generazioni a scuola, di pomeriggio, senza essere obbligati da nessuno, se non da se stessi e dall’interesse di dibattiti che mirano ad orientare chi si sente perso, attraverso l’esperienza, la poesia e la parola degli autori del ‘900, con Pasolini o Platone. L’incontro con Aldo Masullo, organizzato dalla scuola per concludere il ciclo di incontri di “Etica e nichilismo”, ha creato un posto indefinito, grazie all’umiltà e all’umorismo di chi ha scritto un pezzo di storia. Aldo Masullo, oltre ad essere un illustre filosofo, è stato anche un politico che ha fatto parte del Partito Comunista Italiano, dei Democratici di Sinistra ed è stato senatore della Repubblica.

Masullo, prima di dibattere sul nichilismo, ha detto: “Il fatto che voi siate qui, fuori da una vera e propria disciplina scolastica, per una scelta, sta a testimoniare il vostro bisogno di camminare con la mente, fare in modo che si cominci a capire che cos’è il mondo. Io dico sempre che una sola cosa mi spaventa della morte, che quando morirò non avrò ancora capito granché di me stesso, e tuttavia è bello vivere per cercare di capire qualche cosa”.

Il nichilismo, ha spiegato il filosofo, è una parola che deriva dal latino “nihil”, cioè “niente”, una parola usata da rivoluzionari russi dell’800, i quali si opponevano al regime zarista, sostenendo le ideologie liberali. Il nichilismo è “una negazione del presente in nome di un futuro ancora da costruire”, è mancanza di verità, e come affermava Frederich Nietzsche significa che i valori sono deperiti, non ci sono più punti di riferimento. Se accettiamo di vivere così neghiamo la libertà: “La libertà non è fare quello che si vuole, la libertà è avere degli obiettivi da perseguire, delle costruzioni da fare, dei rapporti da realizzare, degli ordini da mettere in piedi, questo è vivere”. Il nichilismo è avvertire la responsabilità di vivere con gli altri, si può essere umani soltanto instaurando un rapporto con l’umanità stessa. Nichilismo è essere insicuri, angosciati, spaventati, non avere tranquillità, perché non riusciamo a pensare al futuro. Essere sicuri è un valore, ma cos’è il valore? È il “traguardo di un desiderio”, non è legge o norma, nasce invece dall’esperienza, è qualcosa che si desidera, come il voler essere tranquilli. Il nichilismo è “una provocazione a costruire quello che non c’è più”. Aldo Masullo ha spiegato che non si può fuggire dall’insoddisfazione della vita priva di rapporti umani, dalla realtà insopportabile che è inferno, perché, citando i giansenisti del ‘600, “per salvarsi bisognerebbe uscire dal mondo, ma uscire dal mondo è impossibile”. Le condizioni del mondo possono essere cambiate dai giovani, è inutile lamentarsi e attribuire le colpe a chi ci ha lasciato il “nulla”, adesso è arrivato il momento di costruire quello che non c’è, bisogna darsi da fare, costruire nuove coscienze con le forze dell’intelletto, ricordando che le migliori rivoluzioni sono nate dalle minoranze.

Siamo una generazione che si trova tra nichilismo e male, tra vuoto e sofferenza. Se è difficile vivere con la consapevolezza dell’esistenza di questo “niente”, come si può riuscire invece ad accettare il male che c’è nel mondo?

Male e bene ci sono sempre stati nel mondo, perché la vita ha sempre il momento positivo e il momento negativo. Male che non dobbiamo accettare è quello che ci viene dalla volontà degli altri esseri umani e questo è quello che deve essere combattuto. Se la vita ha un interesse è quello di essere chiamati a combattere contro il male, cominciando da voi, ma al tempo stesso cercando altri compagni alla lotta contro  il male.

L’empatia può essere una risposta all’apatia, all’indifferenza e al nichilismo?

Sì, però l’empatia non ce la costruiamo, o ce l’abbiamo o non ce l’abbiamo. Il problema è esercitare un’azione per costruire una fiducia tra gli uomini e quindi quello che nega il nichilismo e afferma la positività della vita. L’empatia è una virtù, differente dal valore che costruiamo con il nostro desiderio.

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