Se Angela prova il poker

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FILE - In this Dec. 19, 2013 photo then European Parliament President Martin Schulz, left, talks with German Chancellor Angela Merkel, during an EU summit at the European Council building in Brussels. A new poll published Friday, Feb. 24, 2017 shows Germany's center-left Social Democrats nudging past Chancellor Angela Merkel's conservative bloc in support for the first time in more than a decade. (AP Photo/Yves Logghe, file)

A dodici anni dalla prima volta, Angela Merkel rischia di diventare per la quarta volta di fila Bundeskanzler, pareggiando il record di Helmut Kohl, a sua volta al governo ininterrottamente dal 1982 al 1998. La vittoria, benché assai probabile, sembra ancora non del tutto scontata.

La tendenza, confermata anche dagli ultimi sondaggi, sembra infatti essere quella di un considerevole ridimensionamento delle formazioni partitiche tradizionalmente egemoni. Se la Cdu-Csu della Merkel è attesa ad una notevole riduzione dei consensi ottenuti alle ultime elezioni politiche, peggio ancora potrebbe andare all’Spd guidato da Martin Schulz, previsto al suo peggior risultato di sempre.

Chi guadagna, allora, da questa situazione? Innanzitutto l’Afd, formazione di estrema destra salita alle cronache per la ferrea opposizione alle politiche sui rifugiati della Cancelliera. Se quattro anni fa mancarono di poco il 5% necessario a ottenere seggi in Parlamento, sembra proprio che oggi siano sulla buona strada per avere più consensi anche di Verdi e Linke (Sinistra), costringendo la Merkel a guardare anche alla propria destra per non perdere consensi.

Difficile, quindi, formare un governo monocolore (per non dire impossibile); l’opzione più probabile, al momento, è ancora quella della grande coalizione tra cristianodemocratici e partito socialdemocratico; ma l’SPD sa di consegnarsi ad un abbraccio probabilmente mortale e potrebbe decidere di tirarsi indietro, soprattutto in caso di risultato particolarmente insoddisfacente. I liberali potrebbero allora fungere da stampella, ma con il 9% di cui sono accreditati è arduo immaginarli come davvero decisivi.

Un bandolo difficilmente estricabile, ma che la Merkel dovrà per forza sciogliere se vorrà confermarsi per l’ennesima volta nel ruolo di Cancelliere. Nulla che non abbia già passato in precedenza, in realtà; per questo, resta ancora lei la favoritissima d’obbligo di queste elezioni, i cui risultati arriveranno probabilmente già nella serata di oggi.

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