Asia Argento è un’attrice italiana, regista, conduttrice, figlia di Dario Argento, tatuata, bella, famosa. Da qualche giorno però ci ha ricordato una cosa: Asia Argento è una Donna, chi l’accusa un po’ meno.
Asia ha raccontato al “New Yorker” di aver subito molestie dal produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein: all’epoca aveva ventun’anni e la sua unica colpa è quella di non aver trovato la forza di reagire, di denunciare subito.
“Mi sono sentita responsabile. Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. E’ stato un trauma orribile”, sono queste le dichiarazioni che ha rilasciato e il timore in quei tempi di veder crollare la sua carriera se si fosse opposta ad uomo così potente e forte, l’ha indebolita. In una suite della Costa Azzurra, Weinstein in accappatoio propose alla giovane attrice di fargli un massaggio, ma dopo il suo rifiuto, le praticò del sesso orale contro la sua volontà.
Asia Argento non è l’unica ad aver avuto il coraggio di schierarsi dalla parte della verità, tra le testimonianze emergono infatti anche quelle di Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow.
In questi giorni è stato lanciato l’hastag #quellavoltache, iniziativa della scrittrice Giulia Blasi, ed in tante si sono sentite libere di raccontare le violenze subite, senza paura: “#quellavoltache un uomo me l’ha appoggiato nel tram affollato e per paura mi desse della matta mi sono solamente spostata senza dire nulla”; “#quellavoltache fu mia madre a darmi della puttana, a non credere, a dire zitta perché se no la gente pensa male”; “#quellavoltache ha accostato alla mia bici e ha detto ti piace questo?, ho visto quel coso schifoso che aveva tra le mani, ero una bambina”.
Ognuna di noi almeno una volta nella vita ha lasciato che qualcuno le facesse del male, ecco perché se è orribile subire una molestia da un uomo, vedere una donna che giustifica tale violenza lo è ancora di più.
Quelle volte che non possiamo prendere il bus con la gonna per paura di essere guardate, toccate; che abbiamo timore ad uscire di sera da sole; che non possiamo correre in tuta senza subire fischi e commenti dei maschi; che veniamo chiamate puttane se ci piace il sesso; che diventiamo prede di cui approfittare se abbiamo bevuto un bicchiere di vino di troppo; che veniamo picchiate se decidiamo di lasciare il nostro fidanzato: tutte queste volte dovremmo dare quel calcio nelle palle che Asia non è riuscita a dare, a chi abusa di noi, a chi ci vorrebbe zitte, a chi ci giudica, a chi ne approfitta. Non siamo noi quelle deboli.

#quellavoltache leggi quellavoltache. E ti vergogni e ti commuovi e ti guardi allo specchio e ti sorridi. Perché sei uomo e non sei così”.

 

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