12168261 10207518219464615 1802085971 oLo scrittore, o il poeta,

non è un bugiardo,
la sua parola è scudo
contro menzogna.

Solitario, vive senza fede:
empio e immorale
detta una nuova morale.
Non essendo sicario della legge,

in quanto uomo,
si arreca il diritto di condannare

ogni forma istituita di amore,
di compassione, di giustizia,
e non ultima di verità.

 

Come uomo accusa,

ma come uomo è accusato.

Lo scrittore, o il poeta,
non rinuncia,

nonostante sia calda e debole
la sua protesta.

Senza alcuna regola

pone la sua voce,

ma nel farlo antepone un grido
senza eco.

È ricco, ma nudo e nomade.

Porta sandali ai piedi

e fiori tra le dita.
Senza alcun simbolo, colore,
bandiera o martirio,

non mostra piaghe sulle mani,

né sulla fronte.

 

Come uomo condanna,

ma come uomo è condannato.

Lo scrittore, o il poeta,
non prostituisce il proprio corpo.

Le sue membra non sono
referenti, idoli, feticci.

Pieno della sua immagine,

è pezzo che cade, un brandello,

un membro scoperto.

Egli non affoga per sé,

ma è nell’umanità solo

che si compie.
Senza alcun diritto,

senza alcuna patria,

è parte del mondo.

 

Come uomo esilia,

ma come uomo è esiliato.

Lo scrittore, o il poeta,
parla d’amore,

e come tale è colpevole.

 

Detiene un amore vero,

innocente perché fecondo,

tanto potente quanto sovversivo,

l’eccezione che fa paura al Potere:

ma non può.

L’infelicità sua

paga il prezzo della sua dote:

cogliere come un fiore

un dolore che sa di pianto

in un tisico sorriso.

La sua voce
uccide e nobilita:

nenia tra i vivi,

canto ai sommersi.

E quando il mondo dimentica,

sa, in cuor suo,

cosa fare

affinché ricordi.

 

Accusato, condannato, esiliato,
egli vive come un uomo.

In lui, silenziosa e lieve,

la libertà rimane.

Rispondi