Mertens, Hamsik, Callejon. Il Napoli in un sol colpo ritrova il successo, i gol dei suoi trequartisti e la voglia di vincere, tornando a far la voce grossa dopo le cocenti delusioni in campionato e coppa. Al di là del risultato finale, è stato confortante ammirare un Napoli finalmente determinato e gagliardo, tutta corsa e abnegazione, che pareva essersi eclissato proprio ad un passo dall’aggancio a quel secondo posto che avrebbe significato accesso diretto in Champions. Durante tutto l’arco della partita, complice anche un possesso palla insistito ma sterile dei giocatori viola, i partenopei non hanno praticamente rischiato nulla (tranne che al 45’ una girata finita fuori di Borja Valero e all’87’ con ancora lo spagnolo che intercetta senza capitalizzare uno scapestrato passaggio di Andujar verso Albiol) anzi, nel primo tempo si sono limitati a giocare di rimessa e passare in vantaggio con un colpo di biliardo di Mertens al minuto 23’, il quale dal limite dell’area avversaria piazza sul palo più lontano un tiro su cui Neto non accenna nemmeno la parata. Ecco la scarica d’adrenalina tanto attesa. La squadra lotta, corre, pressa, induce all’errore i palleggiatori fiorentini e solo un distratto arbitro di porta, non avvedendosi che al 35’ il tiro di Higuaìn ha varcato interamente la linea, strozza in gola l’urlo liberatorio del San Paolo per un doppio vantaggio scacciapaure. Nella seconda frazione la scarsa intensità del primo tempo è un ricordo: le squadre, anche per il caldo, finiscono per  allungarsi molto e lo spettacolo ne beneficia. Così, mentre Gabbiadini al minuto 55 manda di poco fuori un bel sinistro a giro, Salah viene ben rintuzzato da Gargano ad ogni tentativo di ripartenza veloce, mentre alla prima scollatura tra centrocampo e difesa viola Hamsik al 71’ approfitta di un intelligente suggerimento di Callejon per battere con un colpo da calcetto l’estremo difensore avversario sul suo palo di competenza. Col risultato ormai in ghiaccio, arriva ad un minuto dal termine anche il gol di Callejon, il quale scompare dai radar difensivi di Savic, per riapparire libero da marcature proprio quando il lob dalla destra di Insigne non chiedeva che essere spinto in rete. Contro la Fiorentina, che non perdeva in campionato da ben 12 turni di fila, è arrivata quindi la più dolce e significativa delle affermazioni stagionali del Napoli di Benitez. Battere o meno la squadra di Montella, rappresentava chiaramente uno spartiacque che avrebbe potuto affondare definitivamente un ambiente già depresso ed imbarazzato dalle recenti illazioni sulla vita notturna dissoluta condotta dai calciatori all’ombra del Vesuvio: non si vinceva, infatti, dal lontano 22 febbraio (2-0 in casa al Sassuolo, ndr) e si invocavano risposte convincenti sul piano del gioco e della brillantezza atletica. Queste risposte sono arrivate sul campo e, dato che la vittoria ha moltissimi padri mentre la sconfitta è orfana, mai quanto ora è d’obbligo tributare i giusti onori ai nostri ragazzi, che hanno dato l’anima in campo e fatto ammenda per il filotto di prestazioni negative inanellate negli ultimi due mesi. La stagione del Napoli riparte da qui, ancora una volta dalle mura amiche, per rilanciarsi tanto in campionato quanto in Europa League, dove giovedì toccherà affrontare il temibile Wolfsburg, seconda forza del campionato tedesco dietro il Bayern dei miracoli.

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