Sono oltre 500 i volumi, tra cui alcuni di un valore storico-culturale inestimabile, che la Procura tedesca restituirà all’Italia e, in particolare, alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Dopo che lo studioso Tommaso Montanari nel marzo del 2012 dalle colonne del “Fatto Quotidiano” ebbe a denunciare che l’immenso patrimonio cartaceo della celebre biblioteca napoletana era a rischio, perché  vittima di quotidiane razzie e fatiscenze strutturali, solo ieri si è iniziata ad intravedere la fine delle tribolazioni degli ultimi tre anni. Infatti, già nel maggio 2012 veniva arrestato l’ex direttore della Biblioteca Massimo De Caro (successivamente condannato in primo e secondo grado alla pena di sette anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici per peculato) e venivano ritrovati nella casa d’aste Zisska&Schauer a Monaco di Baviera migliaia di libri trafugati, tra i quali molti volumi appartenenti ai Girolamini, e destinati ad essere venduti al miglior offerente. Nell’ottobre 2013 veniva, invece, arrestato il titolare della predetta casa di aste, il libraio tedesco Herbert Schauer, anche lui in seguito condannato dal Tribunale di Napoli – GUP Francesco De Falco Giannone alla pena di cinque anni di reclusione, per aver messo in vendita i libri sottratti illegalmente e per concorso in peculato. La vicenda, tuttavia, emerge in tutta la sua spietata crudeltà solo dalle deposizioni dei testimoni intervenuti durante il processo: le connivenze ed i silenzi di politici e alti funzionari pagati con libri e manoscritti antichi (tra i citati illustri anche Marcello Dell’Utri), la brutale manomissione degli stessi manoscritti al fine di eludere i controlli e facilitare la loro vendita all’incanto (le pagine recanti segni della reale provenienza dei volumi venivano abrase o stracciate e rimpiazzate con dozzinali fotocopie), nonché da ultimo i depistaggi messi in atto dagli stessi dipendenti della casa d’aste tedesca, sono solo alcuni dei tratti individuati dai magistrati italiani per ricostruire le dinamiche di un mercato internazionale dell’antiquariato che sfugge a qualsiasi regola, morale o di diritto positivo che sia. In questo senso, la penetrante azione della Procura di Napoli rappresenta un segnale chiaro e forte contro questi “narcisistici bracconieri” del sapere, dell’arte e della cultura, che devastano il nostro patrimonio culturale per inglobarlo all’interno delle loro personalissime biblioteche personali. Fortunatamente, però, la fine dell’incubo ha una data. Il prossimo venerdì 13 febbraio, infatti, gli inquirenti tedeschi restituiranno all’autorità giudiziaria italiana tutti gli scritti e gli stampati, di valore pari a oltre i due milioni di euro, sequestrati in Germania: ai Girolamini saranno restituiti, nello specifico, due volumi originali di Galielo Galilei e Copernico.

 

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