In questi anni Burnout ha ricoperto una posizione di riferimento nell’ambito dei racing game di stampo arcade, iniziando abbastanza in sordina con il primo episodio, ma è stato il secondo capitolo che ha dato la spinta alla serie di Criterion Games.

Con Burnout Paradise il franchise segna una svolta abbastanza netta, non limitandosi più ad offrire una serie di modalità e sfide da portare a termine su dei singoli tracciati, ma lasciando piena libertà di movimento al giocatore per mezzo del free roaming.

Dj Atomica di Crash FM vi dà il benvenuto
All’inizio del gioco verremo subito trasportati in una città, completamente a nostra disposizione, dove ci sarà possibile compiere le più spericolate manovre a bordo delle nostre sempre più tamarre auto, come punto di riferimento iniziale avremo DJ Atomica, che ci darà preziose informazioni riguardanti il gioco. La mappa della città è vasta e presenta in sostanza due aree diverse, la prima cittadina, dove avremo molti incroci e molte auto, la seconda più collinare dove potremmo compiere più salti e saranno presenti molte meno auto. La varietà non manca, vista l’ampiezza della mappa, anche se in alcuni tratti gli sviluppatori hanno ripreso idee precedenti reinterpretandole e adattandole alle nuove esigenze. Parliamo, ad esempio, del Lone Peak, come anche delle strade nei pressi della spiaggia che ricordano vagamente alcuni circuiti del passato.
I semafori presso gli incroci sono fondamentali, in quanto sono proprio questi ultimi a permettervi di attivare le varie gare disseminate ovunque all’interno della città. Sarà sufficiente avvicinarsi con la propria vettura per poter leggere qual è l’obbiettivo specifico, mentre, premendo i tasti L2 e R2 si passerà direttamente all’azione pura. Le modalità di gara sono cinque e variano tra il tradizionale e l’innovativo. Anzitutto la gara, nella quale non sarà più sufficiente arrivare sul podio per poter avanzare nel proprio livello di esperienza. A Paradise, infatti, non esiste risultato diverso dalla vittoria ed ogni altro piazzamento non ha alcuna valenza sostanziale. Abbiamo poi la Furia Stradale, basata sul numero di Takedown, che riusciremo ad infliggere ai nostri avversari, e la Prova Stunt, dove sarà necessario superare un tetto di punti realizzando ogni tipologia di combo, che spazia dall’effettuare lunghi salti al compiere derapate, schivate e testacoda ai limiti dell’impossibile. Infine Uomo nel Mirino, in cui il nostro veicolo dovrà resistere ai numerosi attacchi di potenti vetture nere, e la Sfida Strada Rovente da compiere obbligatoriamente con la macchina richiesta, nel momento in cui si giunge nei pressi dell’incrocio.

In Burnout Paradise verranno affidate delle patenti per qualificare il proprio livello di esperienza. Si inizierà con una di prova e poi, vincendo gli eventi, si potranno sbloccare quelle successive, fino ad arrivare al livello elite. Pertanto, ogni competizione vinta farà scalare un punto da quelli che mancano per raggiungere il livello successivo. 
I veicoli a disposizione sono in tutto 75 e, come di consueto, si passerà dalle auto più semplici ma meno veloci, ai veri mostri della strada che richiedono riflessi fulminei per la loro rapidità. I modelli variano tra le categorie Stunt, Velocità e Resistenza a seconda del tipo di competizione che si deve svolgere. 
Il fornitore ufficiale non è propriamente il massimo, trattandosi dello sfasciacarrozze, che vi metterà in mano un vero e proprio catorcio. Sarà poi vostro compito passare dal meccanico per darle una ripulita generale, oltre che fare il pieno del Turbo. Compiere tali operazioni non è per niente complesso, bisogna semplicemente passare all’interno delle apposite aree e in un attimo la macchina sarà nuovamente pronta a correre. Questi punti saranno perfettamente identificabili sulla mappa, assieme agli sfasciacarrozze, dai quali si deve tassativamente tornare per cambiare vettura. Senza dubbio questo è uno dei punti deboli del gioco, poiché vi costringerà ad attraversare larghi tratti della città per poi tornare indietro a cercare nuovamente l’evento specifico che vi interessa.
La pianta delle strade è visibile anche mentre si gioca grazie ad un GPS, posizionato in basso a destra sullo schermo, che orienterà la vostra corsa. Però questa minimappa avrebbero potuto farla meglio, magari facendo un piccolo sforzo per farla ruotare nella direzione in cui siamo diretti, cosi da non poter mettere in crisi l’occhio e la mente del giocatore gia indaffarato a correre.

Dal punto di vista grafico non si può che essere soddisfatti del lavoro svolto da Criterion. I modelli delle auto sono estremamente dettagliati e dotati di un gran numero di livree differenti, in più è uno spettacolo osservare le ombre dell’ambientazione circostante che si riflettono sulla carrozzeria. Gli incidenti sono il momento più esaltante, in cui si comprende la differenza tra i vecchi e i nuovi modelli. Questi ultimi godono di un assemblaggio molto più complesso, con un numero di pezzi deformabili nettamente più elevato rispetto al passato. Basta capottarsi per vedere il tetto che si piega in modo realistico, oppure i vetri creparsi in più punti non appena urtiamo violentemente il guard-rail o un palo della luce.

 

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