Italo Calvino è, senza ombra di dubbio, una delle più grandi figure letterarie del Novecento italiano.

Nacque nel 1923 a Santiago de Las Vegas (Cuba). Crebbe a Sanremo e fu educato in un ambiente laico, colto e antifascista. Si iscrisse alla facoltà di Agraria a Torino, ma i suoi studi vennero interrotti dall’irruento scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Partecipò alla Resistenza e militò nel Partito Comunista Italiano. Nonostante lo spiacevole evento, il giovane Calvino non si perse d’animo; ricominciò a studiare dedicandosi a nuovi corsi che lo indirizzarono pienamente alla sua vocazione umanistica. Difatti, nel 1945 si laureò in Lettere con una tesi sullo scrittore inglese Joseph Conrad. Nel 1880 si trasferì a Roma. Cinque anni dopo, precisamente il 19 Settembre del 1985 morì, colpito da un’improvvisa malattia.
Al di là delle mere e personali informazioni che sono necessarie per riuscire ad identificare e intendere il vertice del suo operato, è fondamentale sapere che lo scrittore frequentò tutte le principali tendenze della letteratura novecentesca, passando dal Neorealismo al Postmoderno, senza abbracciarne una in partcolare. Il suo modo di ricercare la verità immergendosi profondondamente in ogni cosa, la perenne angoscia di ritrovare nel mondo una risposta prettamente razionale (che ai suoi occhi risultava essere sempre più complicata e incomprensibile ai fini pratici), il riconoscersi impotente nei confronti della vita portarono lo scrittore a maturare una poetica consapevole e realistica, ma allo stesso tempo fantastica e ricca di elementi combinati tra loro.

Tra i suoi numerosi scritti, ricordiamo: “I nostri Antenati”, “Il sentiero dei nidi di ragno”, “Le Cosmicomiche”, “Le Città Invisibili”, e “Se una notte d’inverno un Viaggiatore”.

Il timore di sentirsi un’entità sconosciuta in un mondo troppo grande e fuori portata, il bisogno di appartenere inevitabilmente a tutte le cose, guardarsi dentro, scavare ogni centimetro di se stessi, uscirne stremato ma con qualcosa in più di quello che si aveva precedentemente. E’ questo quello che contraddistingue l’essere pensante, colui che nel suo cantuccio osserva tutto seppur non oltrepassandolo.
La grandezza di Italo Calvino è riconsciuta in tutto il mondo e il suo pensiero è così attuale che sfida le leggi e lo scandire del tempo.

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