Il Napoli ribalta il Chievo Verona con un perentorio 3-1. Buonissima la prestazione del collettivo quanto dei singoli, gli uomini di Sarri sono tornati a ruggire e a fare la voce grossa in campionato.

La partita. Sfruttando una leggerezza di Chiriches in fase di disimpegno, Rigoni conclude a rete dalla distanza battendo Reina: in appena 95” il Chievo gela il San Paolo, che si infiamma però al 6’ per il gol del pari a firma di Higuain su cross di Ghoulam. Tra il 24’ ed il 27’ Callejon trova per tre volte la via della porta ma non il gol (grazie anche ad un Bizzarri super in due occasioni). Al 38’ arriva la vendetta del Conte Vlad, che di testa concretizza uno spiovente di Jorginho riuscendo sia a riscattare l’errore iniziale che ad annichilire i veronesi, successivamente in balia di Insigne (42’, conclusione di poco fuori a tu per tu col portiere) e Ghoulam (44’, disinnescato ancora da un super Bizzarri). La ripresa è una passerella azzurra lunga quarantacinque minuti, col Pipita che al 66’ centra una traversa clamorosa e poco dopo dà inizio alla pregevole azione che conduce al gol di Callejon (70’). Il Chievo scompare dal campo, stordito dal palleggio partenopeo, e così Higuain ci riprova al 79’ ma il suo diagonale rasenta il palo perdendosi sul fondo.

Sospiro di sollievo. Al novantesimo lo tira Sarri, la squadra – capace di ritrovare se stessa sul campo – e l’intera tifoseria, tutti smaniosi di esorcizzare proprio al San Paolo le delusioni di febbraio. Il Napoli torna a ruggire, quindi, e lo fa giocando una gara orgogliosa, rabbiosa, ma al tempo stesso dall’alto profilo tecnico e tattico. Questo strano crossover tattico-emozionale pervade il match dall’inizio alla fine: Chiriches, primo protagonista dello svarione sul gol del Chievo, ha impostato poi una gara autorevole ed attenta fino a segnare la rete del sorpasso; Hamsik invece si è caricato la squadra sulle spalle riuscendo ad entrare in tutte e tre le azioni dei gol azzurri con repentine verticalizzazioni e suggerimenti d’alta scuola; mentre Higuain un chilo e mezzo – ma di rabbia – se l’è tolto svariando per novanta minuti lungo tutto il fronte d’attacco e all’occorrenza retrocedendo a centrocampo per vestire i panni di regista arretrato nelle transizioni offensive (proprio in occasione del 3-1, infatti, il 9 argentino a mo’ di trequartista libera Hamsik per l’inserimento). Stupisce positivamente anche la rapidità con cui gli attaccanti hanno spesso saputo dialogare a ridosso dell’area avversaria, segno di ritrovate lucidità ed intesa, mentre fanno quadrare il cerchio il pressing ordinato dei centrocampisti, la brillantezza degli esterni di difesa (testimoniata dalla maiuscola prova di Ghoulam), ed infine la lettura intelligente delle situazioni di gioco da parte dei singoli reparti e dei singoli nel reparto.

Botta e risposta. Nonostante la bella vittoria di sabato sera, la risposta della Juve non si è fatta attendere. I bianconeri hanno infatti battuto l’Atalanta di Edi Reja, tecnico goriziano dal cuore napoletano che ha preso in C l’allora Napoli Soccer per condurlo fino allo scontro col Benfica in quella prestigiosa finestra sull’Europa che fu l’Intertoto. Per arrivare alla diciassettesima vittoria nelle ultime diciotto gare (numeri da capogiro se si considera che l’imbattibilità di Buffon resiste ormai da ben 836’) i bianconeri hanno tuttavia faticato più del previsto, soffrendo a sprazzi il gioco atalantino. Se si considera che qualche cedimento si era avvertito già nella semifinale di coppa vinta contro l’Inter solo ai calci di rigore, ecco che i prossimi impegni potrebbero riservare qualche sorpresa alla vecchia Signora, che affronterà in sequenza: Sassuolo, Bayern, Torino, Empoli e Milan; mentre gli azzurri incontreranno Palermo, Genoa, Udinese, Hellas ed Inter. Guai però a cadere nel tranello dell’opportunismo: la Juventus è superiore per rosa e (ancora) per mentalità, motivo per cui potrebbe anche vincerle tutte fino a fine stagione. Al Napoli quindi non rimane che provare a fare lo stesso, crederci, convincersi di poterci riuscire. E poi, succeda quel che succeda…

Higuain arretra molto e Hamsik si infila nello spazio tra le linee clivensi. Con lo slovacco in possesso palla e Ghoulam ed Insigne molto alti la difesa dimentica Allan, che puntualmente viene servito.
Higuain arretra molto e Hamsik si infila nello spazio tra le linee clivensi. Con lo slovacco in possesso palla, Callejon che stringe al centro e Ghoulam ed Insigne molto alti, la difesa dimentica Allan, che puntualmente viene servito.

Rispondi