Capodanno, tempo di bilanci.

Prima di dare il benvenuto al 2016 fra il fragore dei fuochi d’artificio e il tintinnio dei brindisi, anche noi di Social guardiamo indietro all’anno appena trascorso.

La redazione di letteratura, in particolare, ha frugato fra le sue letture e selezionato i titoli più belli che hanno occupato i comodini delle sue redattrici in questi ultimi 12 mesi.

Ecco, dunque,  per voi, una top 12 tutta da sfogliare, per augurarvi un nuovo anno pieno di buoni libri.   

   Suite Francese, di Irène Nemirovsky, la sinfonia incompiuta della scrittrice francese,

interrotta dall’orrore dei campi di concentramento.

<<…Eh! Dio mio! Questa non è nuova, non hanno inventato niente. I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati allo stesso ‘spirito dell’alveare’! Loro sono morti e venticinque anni dopo…Che inganno! Che vanità!…

Ci sono destini che regolano il destino degli alveari e dei popoli, ecco tutto! La stessa anima del popolo, probabilmente, è retta da leggi che a noi sfuggono, o da capricci che noi non conosciamo. Povero mondo, così bello, così assurdo…(…)>>

   Se una notte d’inverno un viaggiatore, di Italo Calvino, è un romanzo che lascia a bocca aperta. Alla particolarità della sua costruzione narrativa fa da sfondo una storia d’amore che segue uno schema tradizionale in cui non manca il lieto fine.

 <<Come sei Lettrice? […]. La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, puo’ dirci qual è il posto che libri hanno della tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tenere lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come in una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t’interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri.>>

   Il vangelo secondo Biff, di Christopher Moore, il divertente e tenero vangelo di Levi, detto Biff, amico d’infanzia di Gesù.

<<[…] Credo che Lao Tzu abbia ragione. La gentilezza viene prima della giustizia. Finché cerchi la giustizia tramite la punizione,puoi solo causare altra sofferenza. Come può essere giusto? Questa è una rivelazione!»

«Oggi ho imparato a fabbricare dell’esplosivo con l’urina di capra.» gli dissi.

«Anche questo è positivo

   L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera, libro che rivela un messaggio estremamente profondo; un bel cocktail filosofico.

Consigliato a coloro che possiedono una certa sensibilità e che riescono a captare nell’immediato il vero senso delle questioni.

<<È un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l’amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all’amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dell’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.>>

   La nuvola in calzoni, di Vladimir Majakovskij, poema del periodo pre-rivoluzionario del grande poeta sovietico, capolavoro assoluto del futurismo russo.

<<Se volete,

sarò rabbioso a furia di carne,

e, come il cielo mutando i toni,

se volete,

sarò tenero in modo inappuntabile,

non uomo, ma nuvola in calzoni>> 

   Dell’amore e di altri demoni, di Gabriel García Márquez, storia che lascia il segno. Avvolge il lettore in una cappa di mistero e curiosità, grazie alla scrittura piacevole e ammaliante.

<<Le confessò che non passava un istante senza pensare a lei, che tutto quanto mangiava o beveva aveva il sapore di lei, che la vita era lei a ogni ora e ovunque, come solo Dio aveva il diritto e il potere di esserlo, e che il godimento supremo del suo cuore sarebbe stato morire con lei.>>

   Le uova fatali, di Michail Bulgakov, apologo, a metà fra la satira e la fantascienza, sulle tragedie che il progresso scientifico può scatenare in una società arretrata come quella sovietica.

<<La sera del 16 aprile 1928 Vladìmir Ipàt’evìc Pérsikov, professore di zoologia della IV Università statale e direttore dell’Istituto di Zoologia di Mosca, entrò nel suo studio, nell’Istituto di via Herzen. Accese la sfera opaca sospesa in alto e si guardò intorno.

Come l’inizio della spaventosa catastrofe va fatto risalire appunto a quella disgraziata sera, così proprio il professor Pérsikov deve esserne considerato la causa primaria.>>

   Memorie del sottosuolo, di Fëdor Dostoevski, un vero e proprio capolavoro a seguito delle famose “Notti bianche”. Esso scruta intensamente l’inconscio umano; non è semplice, ma bisogna leggerlo tutto d’un fiato.

<<Annullate i miei desideri, cancellate i miei ideali, mostratemi qualcosa di meglio, e io vi seguirò. Voi, magari, direte che non ne vale neppure la pena; ma in tal caso anch’io posso rispondervi lo stesso. Stiamo ragionando seriamente; e se non volete degnarmi della vostra attenzione, non starò a pregarvi. Io ho il sottosuolo.>>

   1Q84, di Haruki Murakami, due vite, apparentemente parallele, trascinate in un 1984 alternativo, pieno di enigmi e pericolo, illuminato dalla misteriosa luce di una seconda luna.

<<Le cose sono diverse da come appaiono. […] Ma non si lasci ingannare. La realtà è sempre una sola.>>

   ll secondo sesso, di Simone de Beauvoir, Bibbia del femminismo. Il comandamento è: leggerlo almeno una volta nella vita.

<<La coppia felice che si riconosce nell’amore sfida l’universo e il tempo; è sufficiente a se stessa, realizza l’assoluto>>

   Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf, brillante saggio sul ruolo della donna nella storia della letteratura, che ne rivendica l’emancipazione da una posizione di secolare e forzata subalternità.      

<<Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?>>

   L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery, libro toccante. Offre spunti per riflettere sul senso della vita e la sua caducità.

 <<Mi dico che forse in fondo, la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. È come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo… un sempre nel mai. Si, proprio così, un sempre nel mai. >>

Scegliere i dodici libri che ci hanno maggiormente emozionato nell’arco di questi 365 giorni, non è stato per niente facile, ma le letterate di #Social ci sono riuscite.

Adesso, però, aspettiamo la vostra di classifica.

Diteci quali libri vi hanno fatto battere il cuore in questo 2015; chissà che ce ne sia  qualcuno da aggiungere alla nostra libreria.

D’altronde, quale modo migliore per inaugurare il nuovo anno?

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