Cara Virginia,
ti scrivo per ringraziarti, perché esattamente cinque anni fa, tu hai rapito il mio cuore in un pomeriggio di Marzo e l’hai reso più forte.
La tua presenza e le tue parole per me sono la cosa più cara che possiedo; grazie, perché sei una buona maestra, una di quelle che sa coccolare e che aiuta a ritrovare consapevolezze, talvolta, smarrite.

Grazie, perché con te ho imparato a saper vivere, ad essere me stessa e a riconoscermi anche in mezzo ad un branco di sconosciuti.
Sai, non è facile trovare qualcuno che possa comprendere così a fondo i pensieri di una giovane ragazza, qualcuno che possa trapassarti l’anima così ferocemente; eppure tu ci sei riuscita.

Tu, dolcissima Virginia, mi hai resa viva e in ogni libro nato dalla tua penna continui a riconsegnarmi un barlume di purezza e autenticità perché sei una costante: il mio punto di riferimento.
Devo a te i miei flussi di coscienza, questi repentini monologhi interiori fatti di speranza e al contempo di rimpianti. Devo a te la mia schiettezza e le mie dosi di follia, il mio essere riflessiva ma sentimentale. Devo a te le mie passioni, anche quelle più strambe, quelle che non piacciono a nessuno ma poco importa.

È con te che ho imparato a non avere paura dei prepotenti e dei presuntuosi, anzi,tu mi hai inculcato inconsapevolmente l’arte dello sbeffeggiamento, quella che colpisce i parolieri di poco conto e che fa saltare i nervi ogni due volte su tre.
Con te ho capito che la fragilità mi rende maledettamente vulnerabile e sensibile e che i lacrimoni (perché sì, qualche volta, mi concedo anche quelli) decretano un lato umano che necessità di esistere.

Virginia, sei così incantevole che nulla mi turba. Nemmeno questa realtà concepita come un incessante fluire, anzi, senza le percezioni improvvise (le stesse che ho letto nei tuoi romanzi) mi sento incompleta, inghiottita dalla quotidianità asfissiante.

Grazie, grazie per la tua saggezza prepotente e per avermi resa una semi-donna giusta ma confusionaria, a tratti arrendevole ma con riprese istantanee, una sognatrice che spesso viene scambiata come l’idiota di turno.
A te, devo tutto.
A te, devo ogni mia nuance.
A te, devo il mio strano equilibrio.

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