“Tsipras non faccia il furbo!”, “l’Italia è fuori dalla linea del fuoco”, “la mia preoccupazione non è per il nostro paese”, “l’Italia sta vedendo i primi segnali di crescita”: sono queste più o meno le considerazioni del nostro premier Matteo Renzi, ebbene sì, il paese sta crescendo, e dare la colpa alla Germania o all’Europa è solo un alibi del leader di Syriza.

L’Italia non ha gli stessi problemi della Grecia, le politiche di austerity a noi vanno più che bene, e nemmeno l’immigrazione per Renzi, a quanto pare, sembra essere un dramma. Anche questa è cosa nostra. Per fortuna che siamo nati qui e non in Grecia, perché a quest’ora avremmo preso parte a uno degli eventi più democratici della storia. Per fortuna abbiamo il premier Renzi il rottamatore, che alla Troika bacia le mani, non come Tsipras il “furbo” (come lo chiama Matteo), che questa Troika invece, sembra quasi che la stia sfidando.

Alexis Tsipras ha deciso di dare l’ultima parola al popolo. Domenica ci sarà un referendum e i greci potranno scegliere di accettare le condizioni imposte dall’Europa che comprendono (tanto per cambiare!) tagli alle pensioni, una dura riforma fiscale, privatizzazione, oppure potranno dire un coraggioso “no”!

Degli esempi di democrazia e di coraggio i disonesti hanno paura. A quanto pare Junker, il Presidente della Commissione europea, ne ha molta, tanto da invitare Tsipras al “sì” del referendum e proporgli un’offerta last minute. Ma il premier greco non ci sta e la sua controproposta consiste in un programma di aiuti biennali dell’Esm, fondo salva-Stati, e in una ristrutturazione del debito.

In Grecia la popolazione sembra essere divisa: c’è chi teme il no del referendum e chi invece ai giochi delle banche non ci vuole più stare e di quest’Europa tecnica, non ha paura. E forse questo rischio dovremmo correrlo anche noi italiani.

Renzi dice che per l’Italia non c’è da preoccuparsi, ma qual è la verità? Non staremo bene fino a quando ci saranno trattati europei come il Fiscal Compact: il disavanzo non può superare il 3% del PIL, così come il debito pubblico non può superarne il 60%. Eppure in Italia il PIL ammonta al 135%, come può un paese in recessione, rientrare in questi parametri? come si può rilanciare l’economia? Se l’Italia non dovesse rispettare il trattato, scatterebbero di conseguenza delle sanzioni pecuniarie. Per evitare ciò il governo ha una sola alternativa: tagliare, tagliare, tagliare! È lo stato sociale che viene danneggiato, è la nostra istruzione, la nostra sanità, le nostre pensioni. La tecnocrazia ha preso il posto della democrazia. I cittadini non sono altro che cifre. Sono soltanto numeri gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Ma l’Europa una volta non era una comunità? E allora perché questi esseri umani vengono lasciati a sé stessi, senza che si rivedano trattati come quello di Dublino, che impedisce agli immigrati di scegliere il paese in cui voler andare, perché Renzi di fronte ad una situazione come quella italiana, non prende una posizione come ha fatto il premier Tsipras? Forse perché Renzi è talmente democratico da accettare qualsiasi condizione che gli viene imposta.

Caro Matteo, sei proprio sicuro che il furbo sia Alexis Tsipras? Non #TeLoChiedeLEuropa, te lo chiediamo noi.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul fiscal compact. La sovranità appartiene alla BCE, che la esercita nelle forme e nei limiti della Troika.

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