Lamberto Lucaccioni, sedici anni, ha perso la vita in una delle discoteche italiane più famose, il Cocoricò di Riccione, dopo aver assunto ecstasy. La discoteca sarà chiusa per ben quattro mesi.

La maggior parte dell’opinione pubblica è a favore della chiusura del Cocoricò, come lo stesso padre di Lamberto.

Prima della tragedia nessuno sapeva che nelle discoteche si vendesse cocaina, ecstasy o qualsiasi altro tipo di droga. Tutti, adesso, sembrano essersi svegliati da un lungo sonno, in cui le droghe non esistevano e la questione dello spaccio era solo una leggenda metropolitana.

Poi però è arrivato il morto, e finalmente gli italiani hanno scoperto che, sì, la droga non si spaccia solo giù alle vele di Scampia. Ma soprattutto che, di questa droga, la gente ne fa uso. I ragazzini di sedici anni ne fanno uso.

Allora, per fermare l’emergenza, si chiude una discoteca. Come se bastasse a risolvere il problema. Perché chi assume ecstasy o cocaina, soprattutto a sedici anni, un problema ce l’ha e come.

Ma la droga come entra in discoteca? Insomma, i pezzi forti del Cocoricò non saranno mica così ingenui da non essersi mai accorti di nulla?

In 4 mesi non gireranno più le sostanze stupefacenti all’interno del Cocoricò? E chissenefrega! Tanto ci sarà il pusher della piazza, ci sarà quello dell’altra discoteca o dell’altro locale. Chiudiamo la piazza centrale, il vicolo sulla destra e quello sulla sinistra, il bar all’angolo, il pub al centro, chiudiamo gli ospedali, i tribunali, le scuole, le università, i supermercati. Chiudiamo tutto. Anche la casa del nostro vicino, dell’illustre politico, del famoso architetto. Perché sappiatelo: anche lì si fa uso di droga.

La droga è un vero e proprio commercio, solo che è illegale. E qui i poteri forti non sono solo le organizzazioni criminali e i narcotrafficanti. Come possono, le sostanze stupefacenti, muoversi da una parte all’altra del mondo senza che qualcuno lo sappia? “Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo”.

Una volta al mese, però, i tg ci avvertono di un sequestro di cocaina. Menomale. È un po’ come quando arrestano i boss mafiosi, no? Ogni tanto, almeno uno, deve essere arrestato. Così la gente diventa più tranquilla.

Un ragazzo di sedici anni dovrebbe divertirsi con un pallone, con la musica, con i suoi amici, non con l’ecstasy. La droga ammazza. È un suicidio che può essere immediato o lento. Ma ad un certo punto morirai. Ti ridurrai a cenere, per tua volontà, per tua scelta.

Esiste qualcosa che è più grande di tutti noi. C’è qualcuno che ci controlla, dallo stato ai servizi segreti, dalla polizia ai narcotrafficanti, dalla camorra al gestore di una discoteca. Le pedine che si muovono siamo noi e noi ci lasciamo guidare. Ciò che conta è incentivare la morte, distruggere il genere umano, così il loro gioco potrà continuare all’infinito. E i più deboli perdono. Lamberto ha perso. È stato vittima di un sistema che non ha inizio, né fine. Ha creduto a chi gli aveva detto che un po’ di ecstasy non gli avrebbe fatto del male, “era solo per provare”. Ma alla fine l’unica cosa che Lamberto ha provato è stata la morte.  

Ogni volta che assumete cocaina ricordatevi che state alimentando una macchina il cui compito è vedervi morire. Questa macchina è stata generata per mangiarvi, uno ad uno. Avete due possibilità: lasciarvi inghiottire o combatterla.

A voi la scelta.

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