sciamanesimo seminario oriss l

La parola “Sciamano” indica, nella sua più arcaica accezione, un “uomo che sa”. Quest’uomo, però, non possiede la mera conoscenza, egli sa applicarla alla vita quotidiana risolvendo nella tribù animista, in genere non alfabetizzata alla quale appartiene, problemi salutari, di riproduzione e di sussistenza. Lo sciamano percepisce di doverlo essere, e questa vocazione non può che avere esito positivo. Se lo sciamano si rifiutasse di adempiere alle proprie funzioni, perché spaventato dalla mole di responsabilità insite nel suo prestigioso ruolo, andrebbe incontro a conseguenze quali la follia e la morte. Accettato il compito, lo sciamano accetta di perdere la propria personalità per fare da intermediario tra il nostro mondo e quello trascendente. Non si studia per diventare sciamani, almeno, non nel senso occidentale del termine. Lo sciamano rappresenta, piuttosto, un un intermediario tra il mondo terreno e quello ultraterreno, un ricercatore di contatti con gli spiriti dell’aldilà; solo dalla loro guida potrà trarre lezioni utili alla sopravvivenza del proprio popolo. Entra in contatto con l’altrove attraverso stati di trance estatica, durante i quali una forza intrinsecamente estranea s’impadronisce della sua anima e influisce positivamente su altre vite. Il viaggio, qualche volta aiutato dall’uso di sostanze psicoattive, attraversa quattro fasi: trance vera e propria, cioè l’alterazione del normale stato psichico; metamorfosi, lo sciamano si trasforma nell’animale protettore che gli ha fornito il potere; combattimento contro spiriti o altri sciamani, e ultima fase, il ritorno, lo sciamano riemerge vittorioso dalle profondità abissali della propria coscienza con la soluzione più adatta al quesito postogli. Egli è generalmente una figura di sesso maschile, più raramente, soprattutto in tribù sedentarie, si tratta di donne il cui principale compito è l’utilizzo dell’erboristeria. Non di rado, invece, entrambi i sessi concorrono al ruolo di sciamano, applicandone, secondo il sesso, diverse finalità. Per esempio, il popolo Huichol, di Nativi Messicani, ha da sempre assistito alla divisione del lavoro ritualistico e guaritore dell’uomo sciamano da quello artistico della donna, i due compiti nascono e vivono in simbiosi. Nello sciamanesimo la teoria e la prassi si fondono, il mondo divino e quello terreno sono in contatto, lo spirito e la carne si toccano, sempre due, sempre uno. Guardare con gli occhi è fondamentale, chiuderli, qualche volta, lo è ancora di più. 

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