2013 06 Cloud Atlas Wallpaper HD33Scritto da David Mitchell, Cloud Atlas è un romanzo del 2004 in cui 6 storie apparentemente autonome si susseguono  in una struttura a mo’ di matrioska: la prima storia si interrompe a metà per includerne un’altra, poi un’altra ancora fino al nucleo centrale. Ciò che sorprende sono i registri stilistici che Mitchell riesce a padroneggiare: ogni personaggio parla la sua lingua, con un ritmo e un lessico propri che li caratterizzano più di qualsiasi descrizione.  Passiamo infatti dal diario compito di Adam Ewing, notaio americano dell’800, alle lettere irriverenti di un giovane compositore degli anno ’30, fino al racconto scomposto e “orale” del superstite di un’apocalisse preannunciata.

Il libro inizia col resoconto di Ewing che riporta le testimonianze del declino degli aborigeni delle isole del Pacifico. Da uomini liberi a subalterni dell’uomo bianco. A colpirlo è la storia vera dei moriori, popolo pacifico delle isole Chatham, a est della Nuova Zelanda, decimato dall’avvento dei bianchi che alterano l’ecosistema delle isole portando malattie, animali non autoctoni, ma soprattutto bruciando intere foreste per far spazio alle colture. Colpo di grazia è lo sbarco dei maori, popolo di un’isola vicina che approfittano della loro indole pacifica per sterminare i più e schiavizzare i superstiti.

Già da qui emerge il tema principe del romanzo: c’è un continuo rimando alla tipica tendenza umana all’autodistruzione, ed è un tema che emerge nelle altre storie, sebbene con aspetti ben diversi.

Tra le tante vicende seguiremo infatti quelle di una giornalista alla ricerca della verità su un reattore nucleare difettoso, che i poteri forti cercano in tutti i modi di insabbiare; ma soprattutto guarderemo a un futuro prossimo al collasso, in cui i pochi esseri umani rimasti sopravvivono in una Corea del Sud iper-tecnologica e consumistica, ignari della tragedia ecologica che stanno preparando.  

È quindi un tema che cresce: viene prima solo intuito, diventa opinione, finisce per essere preannunciato per poi prendere corpo nell’inevitabile apocalisse, e tutto inizia da capo.

La grande domanda, nascosta ovunque nel testo, è: c’è una legge che governa l’universo? Se così fosse, dovremmo arrenderci all’ ”ordine naturale” per cui il più forte schiaccia il più debole? La risposta, difficile, la troveremo solo alla fine di questo lungo viaggio.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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