Come il verbo “amare”

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<>, scrive Daniel Pennac nel suo “Come un romanzo”, e nel farlo asserisce qualcosa che ogni appassionato lettore potrà confermare.

Protagonisti del saggio dello scrittore francese, però, non sono gli habitué di librerie e biblioteche, ma coloro che, spesso, verso la lettura mostrano un’indifferenza che non di rado sfocia in aperta ostilità: gli adolescenti. L’interrogativo attorno al quale ruota il testo è, infatti, come far appassionare alla lettura di romanzi i ragazzi d’oggi. Come mostrargli che in quegli oggetti vagamente minacciosi imposti dai loro insegnanti di lettere, esistono mondi ben più eccitanti di quelli che ricercano altrove.

Daniel Pennac, oltre ad essere il celebre autore della saga di Malaussèn, è insegnante di francese in un liceo parigino e conosce bene l’indolenza che si impossessa di sedicenni a cui viene chiesto di relazionare su “Guerra e pace”, di compilare schede di lettura su “Notre-Dame de Paris”, di spiegare il pensiero dell’autore, di <> ad un libro che per il povero studente finirà col diventare nient’altro che una noiosa costrizione; una catena d’inchiostro che lo tiene legato alla scrivania a fissare file di caratteri minuti, da indagare–secondo le prescrizioni scolastiche- con gli occhi del critico, prima che del lettore.

Il romanzo come oggetto di studio smetterà di essere quello che innanzitutto è: una storia; l’armadio che si apre sul mondo di Narnia, uno Stargate da tenere sul proprio comodino… e avremo perso per sempre un lettore. Pennac invita, allora, a partire proprio da questo: dal piacere del racconto, dall’emozione di seguire le vicende d’amore di Anna e Vronsky, prima di relazionare sulla visione politica e sociale di Tolstoj.

Non parla di doveri lo scrittore francese, ma di diritti, nello specifico dei “diritti imprescrittibili del lettore”, primo dei quali il diritto di non leggere; e lo fa con un saggio che è anche un po’ un romanzo, che attraverso aneddoti personali e non (vi incanterà leggere del soldato che <>) racconta la storia di una passione che ogni lettore potrà sentire propria.

“Come un romanzo”, infatti, non è solo un (piacevolissimo) saggio rivolto agli educatori. Nel chiedersi come invogliare i ragazzi alla lettura, senza ottenere l’opposto risultato di rendere i romanzi loro eterni ed acerrimi nemici, il libro si fa appassionata e appassionante lettera d’amore verso l’atto di leggere: azione salvifica, fuga ed insieme moltiplicatore della vita, piacere che non sopporta imperativi come <>. Un promemoria anche per i lettori più voraci di come <>

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