C’è chi ha ancora il coraggio di dire che Gomorra è una finzione e che la realtà è ben diversa da come ce la raccontano in tv. Eppure l’agguato a Ponticelli non sembra poi così inverosimile. Alle 20.30 nel quartiere Rione Conocal è iniziata la sparatoria che ha portato alla morte del pregiudicato Ciro D’Ambrosio, bersagliato dai killer. A rimanere ferito è anche un passante, colpito di striscio ad una mano.

Il conflitto tra il clan D’Amico e quello di De Micco è stato il fulcro della maxioperazione delle forze dell’ordine, che ha portato all’arresto di 63 appartenenti alla faida in sole 48 ore.

Già da tempo vanno avanti le indagini sulle famiglie camorristiche in guerra per il controllo della zona orientale di Napoli. Le immagini riprese dai carabinieri mostrano uomini spietati che sparano all’impazzata sugli scooter, contro le persone, contro le abitazioni, tra la gente che spaventata comincia a trovare una via di fuga.

Girano armati per strada a qualsiasi ora del giorno, senza nemmeno il bisogno di doverla nascondere la pistola. Tutto accade alla luce del sole. Nel video, prima compaiono i camorristi che puntano in alto le pistole, poi improvvisamente si vedono i passanti scappare. ( Qui il video )

La scena sembra quella di un set cinematografico, in cui ognuno recita la sua parte. Loro recitano la parte dei cattivi che hanno il potere di sentirsi i padroni del mondo, sparando in aria come se non ci fosse un domani. Noi facciamo la parte dei buoni, di quelli che stanno zitti, perché hanno paura.

Sembra la scena di Gomorra, ma non c’è Genny, non c’è Pietro Savastano, non ci sono attori. C’è gente che fa sul serio, che combatte una guerra vera e propria.

Non bisogna guardare lontano, non bisogna andare a cercare i conflitti a fuoco in Iraq, basta puntare lo sguardo qui, a Napoli. Qui non c’è nemmeno bisogno di indossare un passamontagna o di sgozzare teste, il nostro terrorismo è legittimato, perché tanto nessuno lo combatte.

Siamo tutti i protagonisti di un set cinematografico che di finto non ha proprio nulla. Siamo tutti attori e in quanto tali fingiamo di non vedere.

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