A margine dell’evento organizzato da A.N.A.M.S – “Accademia Nazionale Arte Musica Spettacolo”, abbiamo avuto il piacere di intervistare nuovamente l’ingegnere Vincenzo Di Lauro. Come nel precedente incontro è ancora protagonista il cosmo, con le sue leggi, le sue dinamiche affascinanti, la sua inevitabile ascendenza sulla vita dell’uomo sulla Terra.
Vincenzo nasce a Nola, il 21/03/1978, ove frequenta tutte le scuole dell’obbligo e entra a contatto con la comunità cattolica della diocesi nolana, frequentandola per circa un decennio. Dopo il diploma di maturità classica, frequenta con successo l’Università Federico II di Napoli laureandosi in Ingegneria Elettronica nel 2004. Ad oggi, sposato e con una bellissima bimba di nome Sofia, lavora Leonardo ETN come Test Engineer.

Vincenzo, nella scorsa intervista ci siamo lasciati con la massima “finché c’è luce c’è speranza”, in riferimento all’osservabilità dell’Universo. Perciò ti chiedo: attualmente, questo nostro Universo, come sta?
– Beh il Cosmo non smette di crescere….l’espansione è in una fase di profonda accelerazione, come è stato confermato da qualche decennio.

Al di sopra delle nostre teste si può ben presumere si susseguano continui fenomeni e cambiamenti repentini. Quanto di tutto ciò ci sfugge, e quanto invece, grazie anche alle nuove tecnologie riusciamo ad osservare?
– La tecnologia ha fatto passi da gigante soprattutto negli ultimi tempi: grazie al successo
dell’esperimento LIGO e alla scoperta delle onde gravitazionali si è potuto confermare la validità della Teoria della Relatività Generale anche in quelle che sono definite condizioni di “campo forte” (si allude al campo gravitazionale generato da oggetti estremamente compatti). E’ stato un successo senza precedenti che ha sancito l’inizio di una nuova era, quella dell’astronomia gravitazionale, che consentirà di sondare lo spazio profondo con “occhi” nuovi.

Universo, Cosmo, Caos. Tre termini intorno a cui si fa troppo spesso confusione: proviamo a fare un po’ più di chiarezza.
– Con il termine “Cosmo” in filosofia e teologia s’intende un sistema ordinato o armonico.
L’idea del “Creato”, dato lo stato delle tecnologie a disposizione fino al XVII secolo, era limitata a ciò che si poteva osservare ad occhio nudo o con il cannocchiale di Galileo…tutto era circoscritto dalla “sfera celeste” ; le osservazioni dei fenomeni celesti conducevano
sostanzialmente alla regolarità del ciclo delle stagioni e, con esse, la fioritura dei campi,
l’avvicendarsi del giorno e della notte, le fasi lunari, il moto degli astri e, infine, il ciclo della
vita. Tutto sembrava svolgersi con una certa regolarità.
Il Caos, invece, rappresenta il disordine, la confusione, il moto irregolare di corpi,…quello che percepiamo in una stanza quando guardiamo con maggiore attenzione il pulviscolo che ronza nella luce proveniente dalla finestra in un’assolata giornata di primavera.
L’idea di Universo, come oggi è concepito, può ancora essere inteso come “kosmos”
nell’accezione di “ordine” come qualcosa che deve sottostare ad un insieme preciso di regole nella forma di leggi fisiche. Per essere sintetici, l’Universo può essere pensato come ad un contenitore (spazio-tempo) che si espande a velocità sempre maggiore, al quale è agganciata la materia e l’energia sotto forma di stelle, pianeti, galassia e ammassi di galassie, che si evolve in accordo alle leggi della fisica.

In che senso l’Universo può dirsi uniforme?
– Nelle primissime fasi della nascita dell’Universo, tutta la materia e la radiazione hanno
interagito in maniera caotica e tale interazione ha fatto si che la distribuzione di materia fosse pressoché uniforme prima che l’universo stesso subisse un’improvvisa espansione accelerata, detta “inflazione”, e facendo così in modo che, anche dopo 13,7 miliardi di anni, la distribuzione di materia su larga scala (cioé considerando porzioni di universo molto estese) si mantenesse uniforme, mentre a scale più basse si percepisce ancora una distribuzione di oggetti tutt’altro che uniforme.
In pratica tutto dipende dalla scala a cui si osservano i fenomeni.

Una domanda a questo punto è d’obbligo: dove siamo diretti? E cosa aspetta il cammino
evolutivo dell’uomo stesso?
– Come ho anticipato prima, dal punto di vista scientifico, l’indagine si arricchirà di strumenti tecnologici che consentiranno di rilevare le onde gravitazionali prodotte da eventi come la fusione di buchi neri massicci o di stelle a neutroni e ciò potrà consentire una maggiore comprensione di questi oggetti.
Dal punto di vista del cammino evolutivo dell’uomo, credo che ciò possa fare ben poco se non rendere noi stessi consci del fatto che, aver costruito un castello di conoscenze scientifiche così esteso su noi stessi e su tutto ciò che ci circonda, ed essendo noi stessi parte dell’Universo o della Natura (per la verità a mio avviso i due termini sono sinonimi), è come se l’Universo attraverso di noi prenda consapevolezza di se stesso.
Bastasse solo questa considerazione a rendere l’uomo più buono dal punto di vista etico, sarebbe un risultato importante, ma non è così. Forse anche perché il sapere scientifico è figlio della curiosità intellettuale che contraddistingue pochi mentre dovrebbe essere di tutti e questa differenza è a mio parere dovuta ad una cattiva educazione familiare e scolastica sin dall’infanzia.

Per tornare alla massima d’apertura di questa interessante chiacchierata: come la mettiamo coi buchi neri, e cosa rappresentano in termini tanto scientifici quanto, diciamo così, filosofici?
– Il Buco Nero è chiamato così non perché sia “nero” ma perché la materia che forma la stella collassata, è racchiusa in uno spazio molto ridotto, e questa condizione distorce drasticamente lo spazio-tempo al punto che la radiazione (luce) emessa dalla materia caldissima non riesce ad uscire e ciò non lo rende visibile. Come la luce, niente può fuoriuscire da un buco nero, per cui tutta l’eventuale materia orbitante (gas interstellare o gas caldo sottratto a qualche stella che gli orbita intorno) che cade oltre un confine detto ”orizzonte degli eventi”, non ne esce più. Non potremo mai osservare cosa succede in un buco nero oltre l’orizzonte degli eventi. Per essere chiari, ogni forma di materia ed energia distorce lo spazio-tempo in accordo con la Relatività Generale, anche noi, ma la distorsione dipende principalmente dalla densità di materia o energia, per cui le deformazioni indotte da noi sono misere rispetto a quelle generate da oggetti più massicci e densi come le stelle e le galassie, oggetti questi ultimi che, per quanto molto imponenti, hanno ancora effetti che ricadono tra quelli “compatibili” con il senso comune del nostro vivere quotidiano.
Con gli ammassi di galassie, invece, già comincia a trasparire un effetto relativistico
interessante, il lensing gravitazionale: l’ammasso distorce lo spazio-tempo al punto che la luce proveniente da un oggetto che si trova dietro l’ammasso lungo la nostra direzione di osservazione viene deviata e, di conseguenza, l’immagine dell’oggetto subisce una deformazione simile a quella prodotta da una lente o dal fondo di un bicchiere.
Quella dovuta ad un buco nero rappresenta una condizione talmente particolare che lo rende in qualche modo speciale perché la concezione di spazio e tempo nelle immediate vicinanze di tale oggetto viene stravolta.


L’effetto forse più straordinario è quello della dilatazione dei tempi: per un uomo che vivesse su un pianeta che orbita intorno ad un buco nero, il tempo scorrerebbe più lentamente, al punto che potrebbe vivere l’equivalente di diverse generazioni rispetto a quanto invece faremmo noi sulla Terra.
Un’opera magistrale che consiglio di vedere è il film “Interstellar”, dove gli effetti spazio-
temporali che ho appena descritto (e non solo quelli) sono stati resi molto bene, senza per altro dire che il consulente scientifico del regista e della produzione del film è lo scienziato Kip Thorne, uno degli autori dell’esperimento LIGO e vincitore del premio Nobel per la scoperta delle onde gravitazionali.
Un testo che consiglio di leggere è “La Trama del Cosmo”, di Brian Greene. E’ veramente un
libro ben fatto e gli argomenti trattati sono alla portata di tutti. E’ un’occasione perfetta per chi volesse approfondire questo genere di curiosità.

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