Napoli con un piede in semifinale, o quasi, dopo che l’andata della doppia sfida contro i tedeschi del Wolfsburg è finita con un rassicurante 1-4 a favore dei partenopei. Un dominio assoluto mostrato dagli uomini di Benitez in terra tedesca, i quali hanno fatto un sol boccone dei “lupi di Germania” surclassando gli avversari sul piano atletico, tattico e tecnico. Ad indirizzare la partita su binari favorevoli ai colori azzurri ci pensa al 15’ Gonzalo Higuaìn, che controlla (aiutandosi col braccio) un preciso tracciante di Mertens  e di destro esplode una bordata che fa secco  il portiere biancoverde. Il raddoppio giunge invece dai piedi del capitano, che al minuto 23 si presenta a tu per tu con Benaglio grazie ad un pregevole filtrante del “Pipita”, il quale da destra disegna una traiettoria a tagliar fuori tutta la retroguardia tedesca, e per “Marekiaro” Hamsik lo 0-2 è solo un cioccolatino da scartare. L’uno-due fa sbandare paurosamente il Wolsfburg, ma quando al 46’ si affaccia dalle parti di Andujar, il portiere azzurro è bravissimo a deviare sulla traversa un tiro da fuori di Schürrle. Al fischio d’inizio della seconda frazione è ancora Higuaìn a suonare la carica, e solo un miracolo di Benaglio al 49’ nega all’argentino la gioia della doppietta personale. Il Napoli, tuttavia, non pago del doppio vantaggio, pressa alto senza abbassare i ritmi: così al 64’ Callejon intercetta un passaggio sbilenco di Guilavougui ed entra palla al piede dalla trequarti sin dentro l’area di rigore avversaria, mette al centro per Hamsik, che puntuale conclude a rete per un’indimenticabile doppietta europea. Gli ultimi dieci minuti del match sono vibranti: alla percussione centrale di Guilavougui, la cui conclusione al 70’ viene disinnescata  da un Andujar pronto e reattivo, risponde al minuto 76’ Gabbiadini, il quale di testa cala il poker a sessanta secondi dal suo ingresso in campo ed al suo primo pallone giocato (prezioso, in questa circostanza, il cross morbido di Insigne). All’80’ Bendtner sigla il gol della bandiera per i tedeschi, profittando di una sbavatura di un Britos sino a quel momento impeccabile (superfluo il suo raddoppio su Perisic al momento del cross, meglio se avesse coperto la linea di passaggio), mentre appena due giri di lancette dopo Gabbiadini pareggia il conto dei legni tra le due squadre, cogliendo una clamorosa traversa a Benaglio ormai battuto. Finisce così un match che ha visto il Napoli assoluto dominatore e capace di applicare sul campo l’idea di calcio totale professata da Rafa Benitez, consistente in una manovra fluida e precisa, movimenti senza palla, equilibrio tra i reparti, linee strette e controllo del gioco tanto attraverso il palleggio che mortifere verticalizzazioni. A sparigliare le carte non sono bastati per i tedeschi il voglioso ma immaturo talentino belga De Bruyne e l’esuberanza dell’ex pupillo di Mourinho André Schürrle, data la prestazione monstre delle coppie Albiol-Britos in difesa ed Inler-David Lopez in mediana. Completano il quadro un Hamsik mai così in palla da inizio anno, un Higuaìn di nuovo in veste di leader trascinatore della squadra, ed un tecnico che oltre a preparare alla perfezione la partita ha saputo trasmettere ai suoi la giusta cattiveria agonistica. Tra sette giorni il ritorno al San Paolo che sa di formalità: solo altri novanta minuti separano Napoli dal sogno della prima semifinale europea dell’era De Laurentiis.

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