received_10206379195103300Prosegue senza affanni l’avventura del Napoli in Europa League, che adesso attende di conoscere la sua prossima avversaria che sarà estratta dall’urna di Nyon già oggi alle 12. Dopo l’esaltante vittoria dell’andata, firmata da una imperiosa tripletta di Gonzalo Higuaìn, un pareggio a reti bianche in Russia contro la Dinamo Mosca ha permesso alla truppa di Benitez di raggiungere un traguardo storico: mai infatti il Napoli era arrivato a disputare i quarti di finale di una competizione europea nell’era De Laurentiis, venendo sempre eliminato da squadre più blasonate (negli ultimi tre anni Villareal, Chelsea e Porto) proprio agli ottavi. La storyline del match non è esaltante, col Napoli che controlla, sì, ma rischia di finire sotto per due volte: Samba e Kokorin, rispettivamente al 17’ e al 21’, trovano la deviazione vincente alle spalle di Andujar ma sono pescati in offside dagli assistenti di linea; gli azzurri trovano invece due legni (Mertens all’11’ e Callejon, su filtrante di Jorginho, al 15’) e mancano l’appuntamento col gol per una palombella dosata male, per giunta a porta vuota, di Higuaìn al minuto 59. Nell’area di rigore opposta lo stesso fa Kuranyi esattamente dieci minuti dopo, non trovando l’incrocio dei pali su colpo di testa a portiere praticamente battuto. Emozioni poche, ritmi non elevati, buone le giocate tentate da Gabbiadini nel primo tempo, ormai sempre più calato nel ruolo di trequartista dietro la punta, va migliorando la sua intesa con i due “galacticos” Higuaìn e Callejon, e gli spunti individuali di Mertens. Archiviata la pratica degli ottavi, ora serve guardare con fiducia l’urna di Nyon: da evitare le temibili Zenit, Wolfsburg, Fiorentina e Siviglia; preferibili il Brugge, la Dinamo Kyev e il Dnipro. Tra tutte le formazioni, i russi sono quelli con maggiore qualità nei tre reparti: Garay, Neto e Criscito in difesa, il belga Witsel a centrocampo, gli attaccanti Hulk e Rondon forniscono al tecnico Villas-Boas  solidità, fisicità, tecnica, equilibrio, fantasia, e sono per questo gli avversari più temibili. Il Siviglia, detentore del trofeo, ha dalla sua l’esperienza della recente vittoria, un allenatore emergente e preparato come Unai Emery, e un’ottima organizzazione di gioco ma senza interpreti solisti di spicco. Il Wolsfburg, invece, si coccola i suoi gioielli Luiz Gustavo, De Bruyne e Schurrle, ma dietro la difesa balla paurosamente al minimo accenno di pressing alto e velocizzazione delle manovre offensive. La Fiorentina, poi, è la squadra più in forma del momento e Salah, in stato di grazia può decidere di vincere le partite anche da solo. Per Dnipro e Dinamo Kiev vale il medesimo discorso: forti fisicamente, concedono molto in difesa, e, seppur non irresistibili in attacco, sono squadre molto ciniche e rocciose una volta passate in vantaggio. Il Brugge è la Cenerentola del tabellone, tutti a desiderarla per poter arrivare alle semifinali senza eccessivi patemi, viste la scarsa qualità della squadra belga e le sue velleità europee già ampiamente soddisfatte. Le gare saranno disputate il 16 e il 23 Aprile, ed il Napoli si presenta con la miglior difesa del torneo, il miglior attacco sulla carta, nonché con l’aspettativa di arrivarci in uno stato di forma più brillante di quello attuale. L’avventura  stagionale in Europa League degli azzurri è entrata finalmente nel vivo e ci sono tutti i presupposti per raggiungere la finale di Varsavia.

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