Fuori al campo di sterminio di Auschwitz si leggeArbeit macht frei”, che significa “Il lavoro rende liberi”. Una vera e propria beffa dal momento che gli ebrei, in quel campo, furono sterminati. Non trovarono la libertà nel lavoro, ma la morte.

Oggi i campi di sterminio, soprattutto quello di Auschwitz, sono fonte di attrazione turistica. Si visitano i forni crematori e le camere a gas, i luoghi del genocidio più grande di tutti i tempi.

Di solito si entra in questi posti colpiti da un forte senso di empatia; sembra di vedere gli uomini sfiniti, spenti e senza vita. L’unica emozione che riesci a provare è la tristezza.

Insomma, percorsi del genere, non sono affatto divertenti.

Eppure negli ultimi giorni qualcosa è cambiato: all’interno del campo di Auschwitz sono stati installati dei nebulizzatori d’acqua.

La decisione di inserire le docce rinfrescanti è stata presa per le temperature troppo elevate e per facilitare la visita ai turisti.

La scena, dunque, è stata quella di persone divertite che tra un sorriso e schizzi d’acqua sono diventate i personaggi di un quadro triste e osceno.

“Un pugno nello stomaco” ha commentato Meyer Bolka, uno dei turisti in visita al museo.

La direzione si è scusata per l’accaduto, ma ha ritenuto inopportuno collegare l’utilizzo delle docce rinfrescanti a quelle del periodo nazista. Si ritiene che il gas Zyklon B, all’epoca, non venisse diffuso attraverso le docce.

Resta il fatto che questa scelta, di cattivo gusto, sia stata criticata in ogni parte del mondo.

Per affrontare il caldo esistono tanti altri metodi, quello delle docce è un richiamo ai metodi nazisti fin troppo evidente. In un qualsiasi altro luogo, la notizia non avrebbe fatto scalpore, ma fuori ad un campo di concentramento la situazione cambia e suscita sdegno.

Una mancanza di rispetto, uno schiaffo alla storia che, troppo spesso, ancora oggi, non ricordiamo.

L’unica speranza è che, con l’arrivo dell’inverno e delle basse temperature, per facilitare la visita ai turisti, alla direzione non baleni l’idea di accendere i forni crematori.

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