Ci sono donne che non hanno avuto carne, nè ossa; eppure sono state pensate, progettate, modellate fino ad essere perfette e al contempo imperfette nella loro totalità.
Sono conosciute in tutto il mondo, sono donne internazionali.
Ci hanno fatto piangere, ci hanno insegnato ad amare, ci hanno trasmesso passioni. Sono state (e alcune, ancora oggi lo sono) vere e proprie compagne di viaggio, amiche di merenda.
Adesso vi chiederete: “Questo come puo’ essere possibile? Come fanno ad amare e a dare lezioni di vita se non sono realmente esistite? Come fanno, se le loro labbra non hanno sfiorato altre labbra? Se i loro visi non hanno conosciuto carezze, però, sono state accarezzate lo stesso? Insomma, cosa vuol dire? Forse non hanno avuto vita, però sono riuscite ad abbracciare Morfeo? O viceversa?”.
Le domande potrebbero essere tante e tutte lecite; a tal proposito non vogliamo tenervi più sulle spine, è il momento di svelarvi di quali donne stiamo parlando.
Solo così capirete “perchè” hanno vissuto una vita, nessuna e soprattutto centomila.

Ve le presentiamo ricongiungendoci ad una sola parola che è essenziale per vivere: letteratura. La letteratura in ogni epoca e luogo ha dato vita a figure femminili di grande valore. Queste donne sono le protagoniste di celebri romanzi e sono considerate delle vere e proprie icone nell’immaginario collettivo. Esse sono speciali perchè incarnano valori e ideali senza tempo.
Siete pronti a tuffarvi in questo vortice a sfondo rosa? Al nostro tre, si parte. Uno, due, e tre. Via!
Iniziamo dalle romantiche eroine della scrittrice Jane Austen, che hanno fatto emozionare generazioni di lettrici. Giovani e in cerca di marito come Elizabeth in “Orgoglio e Pregiudizio”; “Emma”, Elinor e Marianne in “Ragione e Sentimento”, Fanny in Mansfield Park. Sono protagoniste coinvolgenti, ironiche e ribelli; ma non si puo’ dire lo stesso della Jane Eyre di Charlotte Brontë che, invece, è una donna forte e indipendente, o del personaggio che Emily Brontë (un’altra delle sorelle Brontë) ha cucito su Catherine nel suo capolavoro “Cime tempestose”.
Catherine prova un sentimento tanto appassionato quanto folle per Heathcliff; il suo è un amore travolgente, autentico e soprattutto piscologico.

Non possiamo assolutamente dimenticare la Mrs Dalloway, di Virginia Woolf, o le “Piccole donne” di Louisa May Alcott.
Un altro tipo di protagoniste narrate nei romanzi sono le adultere.
Ricordiamo Emma, la madame Bovary di Flaubert, malinconica e tormentata. Una donna sposata bellissima che, insoddisfatta del suo matrimonio, si concede ad altri uomini. Il suo desiderio di intensa passione non sarà mai appagato e questo la porterà al suicidio.
Altre adultere sono: “Anna Karenina” di Tolstoj e Hester Prynne, ne “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, che decide di combattere l’ipocrisia dell’America puritana chiudendosi nel silenzio.

Altre indelebili figure femminili sono: Lara ne “Il Dottor Zivago” di Pasternak, l’ineluttabile Margherita de “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov e la “Lolita” di Nabokov.
Un posto a sè meritano le donne del clan Trueba ne “La casa degli spiriti”, di Isabel Allende, e l’afflitta Gemma nel romanzo della Mazzantini “Venuto al mondo”.

In linea di massima abbiamo fatto una rassegna di tutte le donne che ritroviamo nei romanzi di un certo spessore. Questi autori, grazie alla costruzione delle loro figure, hanno creato dei modelli che milioni di lettori ammirano o decidono di evitare. Esse presentano molteplici differenze, ma nel loro essere artefatte, perchè appunto “messe in vita” secondo il piacere dello scrittore, riescono a mostare un senso profondo in ogni comportamento o ruolo che assumono.

Che siano mamme, giovani ragazze in cerca d’amore o amanti, resteranno per sempre le più belle donne nate da una penna e immortalate semplicemente su un foglio di carta.

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