E se Gesù avesse conosciuto il kung fu? -“Il Vangelo secondo Biff- amico d’infanzia di Gesù” di Christofer Moore

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E se Gesù avesse conosciuto il kung fu?

E’ una delle domande a cui Christofer Moore ha deciso di rispondere con “Il Vangelo secondo Biff”.

Dato che i quattro evangelisti si sono concentrati solo sui tre anni di predicazione pubblica del Cristo, sulla sua passione e resurrezione,  Moore ha deciso di colmare la lacuna lasciata da Luca, Marco, Matteo e Giovanni , inventando un amico d’infanzia del Salvatore, Levi detto Biff, che raccontasse la sua vita.

Resuscitato dall’angelo Raziel, su esplicita richiesta del figlio di Dio, Biff viene chiuso in una stanza d’albergo a scrivere un quinto Vangelo:

<<La prima volta che vidi l’uomo che avrebbe salvato il mondo, lui era seduto in un pozzo centrale di Nazaret con una lucertola che gli penzolava dalla bocca (…) Aveva sei anni come me e non gli era ancora spuntata la barba, quindi non somigliava molto alle immagini dove è raffigurato>>.

La storia di Biff è divertente e avventurosa: gli anni dell’infanzia a Nazaret in compagnia della Maddalena (Maddi per gli amici) fra “bulli” e miracoli accidentali; la ricerca dei Magi per ‘imparare a fare il Messia’  in cui si imbatteranno nello yeti, impareranno il kung fu e sconfiggeranno demoni mostruosi; e  poi il ritorno in Galilea e la raccolta degli apostoli, una cricca di stupidi e folli.

 Nelle sue peregrinazioni Gesù entra in contatto con taoismo, buddismo, induismo e confucianesimo e di ogni fede comprende il senso più profondo disvelandone al contempo falle ed ipocrisie, fino a maturare il suo messaggio d’amore. Il miglior amico del Messia, intanto, si “sacrifica” per il suo amico conoscendo il peccato al suo posto con concubine cinesi ed insegnati di kamasutra ed inventa il sarcasmo (di cui lo stesso Gesù diventerà grande fan). Ma, soprattutto, Biff veglia sul suo amico con devozione ed affetto infiniti. Il romanzo di Moore, infatti, al netto della satira religiosa (invero piuttosto blanda), è soprattutto la storia di una grande e pura amicizia.

“Il Vangelo secondo Biff” è un libro divertente. Dinamico, avventuroso, spassoso e pieno di invenzioni, lo si divora avidamente e, per lo più, ridendo di gusto; ma l’opera di Moore riesce ad essere anche estremamente tenera e toccante. La lealtà di Biff nei confronti del suo migliore amico è commuovente ed è quasi impossibile non sperare che alla fine riesca a salvarlo dal suo destino, sebbene il catechismo ci abbia spoilerato il finale anni orsono.

Moore tratteggia i suoi personaggi con delicatezza ed intelligenza, restituendoci un Messia pieno di insicurezze, ma straordinariamente coraggioso e caparbio; ingenuo fino all’esasperazione, ma anche sarcastico (Biff è stato un buon maestro) e divertente; buffo e saggio insieme; pieno d’amore per tutto e per tutti, ma profondamente solo sotto il peso della sua missione. Biff, invece, è astuto, irriverente, pigro, con la battuta sempre pronta (e spesso fuori luogo), ma anche fedele, appassionato e pronto a tutto per Gesù, sebbene  l’amore della sua vita, Maddi, lo abbia scelto al suo posto.

Degno di nota anche l’accuratezza di Moore nel descrivere usi e costumi della Palestina del I secolo (pur con qualche  “cambiamento di comodo”) che aggiunge un motivo di interesse al romanzo.

Unica pecca un finale decisamente troppo veloce: nell’ultima parte il ritmo diventa letteralmente forsennato e gli eventi si susseguono a rotta di collo.

Ciò detto il Vangelo di Moore vi conquisterà, così come faranno Gesù ed il suo miglior amico Biff. D’altronde come non potrebbero:    

«[…] Credo che Lao Tzu abbia ragione. La gentilezza viene prima della giustizia. Finché cerchi la giustizia tramite la punizione, puoi solo causare altra sofferenza. Come può essere giusto? Questa è una rivelazione!»

«Oggi ho imparato a fabbricare dell’esplosivo con l’urina di capra» gli dissi.

«Anche questo è positivo>>

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