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È sempre un’estate dove finisce il dolore.

Diffido ciecamente di chi non discrimina, di chi non fa alcuna distinzione tra le persone, di chi crede che il bene e il male siano la stessa cosa.

Ho trovato l’artigiano delle speranze, ma non va d’accordo con i sognatori.  Utilizza sciarpe che odorano di stagno, le avvolge attorno la testa e preferisce guardare da cieco. Trova noioso allacciarsi le scarpe, ma una volta l’ho visto staccarsi una gomma sotto la suola.  Ha un che di strano il suo sorriso, la terra non vibra. Parla poco e ride molto. Lo amo perché non usa mai parole difficili. Ha visitato parecchie città, mi disse, alcune le trovi in un arrivederci. Altre il più lontane possibile da un finto addio. Preferisce gli adii sinceri, i più belli sono quelli col vaffanculo. Ha riccioli che gli coprono la fronte come fazzoletti sparsi sulle strade che puzzano d’asfalto. Aggiustava stelle fulminate per i viaggiatori notturni, perché in molti annegano prima dell’alba.

Mi raccontò della Luna, morta per folgorazione. Degli amanti morti, trovati in riva abbracciati, trascinati dalla corrente.

E poi tu che piangi alle registrazioni su YouTube del funerale di Berlinguer. Il vento di Dylan non esiste, oppure si, ma sono più reali gli sputi per sudorazione e d’asfalto in bocca di chi lavora nel centro di Napoli, e cresce precocemente anche se in cuor suo non lo vuole.

Comunque non faranno mai rumore i camerieri morti giovani, perché sono brutti, saggi e coraggiosi come i peggiori filosofi.

Non faranno mai rumore, le mamme avranno altro a cui pensare. Quei camerieri morti.

Mentre parecchi facevano l’università alcuni si impiccavano in garage, lasciando come ultime volontà le poesie di Vian”.

La bambina annodava al dito preservativi sporchi di rancore. I camionisti piangono sulla piazzola di sosta, e seguono il volo delle lucciole al di là delle banchine. L’amore morto ai tempi dell’IMU e delle tasse universitarie. Altri non hanno più vite da vendere, né mutui alla vita né sconti, hanno lasciato lo scontrino però.

Ma oggi le canzoni cosa dicono veramente? Il mal di vivere e vivere male non sono la stessa cosa.

Ci sono camorristi, corrotti, prepotenti, vili e razzisti ovunque, ma solo la ciurma galeotta dei topi sotterranei possono vederli. La sensibilità è alla radice. Non certo gli stilisti e i militanti dell’ultima ora, o le ragazzine che credono di esser già donne. Tutta questa avidità non ha mai corrotto il cuore dei sensibili.

Ho incontrato un poliziotto che ha sputato coriandoli e martellato con una fionda fatta di vento uno studente. Il poliziotto non sa che certe offese gratuite, certe parole anarchiche che colpiscono arbitrariamente tutti, fanno più male di una profonda ferita. Infatti lui non sa che ci sono ferite che non si vedono e che sono più profonde del più profondo amore per la legge. Comunque dalla testa dello studente è sbocciato un fiore.

La speranza degli studenti è il tesoro di Stevenson, un’avventura meravigliosa, raccontata dagli adulti per il cuore dei bambini.

Poi non è mica vero che sia un gran talento quello di dire le cose in faccia, e alla fine non hai nulla da dire al cuore.  

Chi si indebita con la famiglia o col capo per l’eroina o i video poker. Chi confonde la buona educazione con uno schiaffo o un’offesa al figlio (siete un po’ delle merde voi genitori).

I drogati. Soprattutto quelli giovani. Ai giovani drogati va il mio pensiero. In una memorabile canzone Neil Young cantava “I’ve seen the needle and the damage done/A little part of it in every one/But every junkie’s like a setting sun”

Prova a immaginare gli arpeggi di una chitarra, corde che hanno visto i luoghi più sofferenti e poveri d’America, dove il sogno non ha mai trovato posto per le sue ali da fenice di fuoco. Prova a immaginare la musica, e la voce di un Aedo moderno mentre sta cantando che sei un sole al tramonto. Prova a vedere col cuore il sole, la musica e il tramonto.

Cerca sempre di immaginarti come un Sole all’alba, atteso da decine di cinciallegre, che da lontano sembrano svolazzanti pezzi di mimose. Eccolo radioso il tuo destino, nonostante il vento forte, nonostante il dolore.  

 

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