Si chiama “La nave di Teseo” la nuova casa editrice nata da una costola della Bompiani, ormai assorbita, dopo il via libera dell’antitrust, dal gruppo “Mondazzori”.

L’ex direttrice editoriale della casa editrice milanese, Elisabetta Sgarbi, insieme ad altri nomi illustri dell’intellighenzia italiana, ha deciso di dire “no” alla fusione fra Mondadori e Bompiani, così come  aveva già fatto Roberto Calasso ricomprando l’Adelphi, ma  fondando, in questo caso, una nuova realtà editoriale.

Si è dunque risolto in un nulla di fatto l’incontro fra la Sgarbi e Marina Berlusconi, “non donne incompatibili e incomunicabili per ideologia – secondo Umberto Eco, fra gli autori fondatori de “La nave di Teseo”- ma per antropologia”.

La nuova casa editrice mira ad accaparrarsi almeno il 35% del fatturato della Bompiani (stimabile in oltre tre milioni di euro), puntando agli autori che guardano con occhi favorevoli all’editoria indipendente.

Attualmente hanno già aderito al progetto nomi del calibro di Susanna Tamaro, Tahar Ben Jelloun, Michael Cunningham e Mauro Covacich, senza contare gli autori fondatori.

“La nave di Teseo”, che avrà sede a Milano e vedrà Sgarbi nel ruolo di direttrice generale ed editoriale,

inizierà a pubblicare dal maggio del prossimo anno e si occuperà di narrativa, saggistica e poesia; sarà aperta ai giovani autori, ma- pare- punterà soprattutto sui classici.

Il suo nome è stato scelto da Umberto Eco ed è ispirato ad un passo de “Le vite parallele” di Plutarco:

Fino ai tempi di Demetrio Falereo gli Ateniesi conservavano la nave su cui Teseo partì insieme coi giovani ostaggi, e poi ritornò salvo: una trireme. Toglievano le parti vecchie del legname e le sostituivano con altre robuste, connettendole saldamente tra loro, in modo che essa servisse di esempio anche ai filosofi quando discutevano il problema della crescenza, sostenendo alcuni che era la stessa nave, altri che non era più la stessa”.

Sarà, dunque, una nuova ‘nave’ quella della Sgarbi o sempre la stessa? Potrà dircelo soltanto il tempo.

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