Sono sette le ragazze italiane morte in Spagna a causa di un incidente avvenuto su una delle principali autostrade della Catalogna. Erano in Erasmus e l’autista avrebbe dovuto portarle a casa, ma a casa non ci sono mai arrivate. Chi guidava ha avuto un colpo di sonno.

Immaginate di aver vinto il bando per l’Erasmus.
Immaginate di dover fare gli ultimi acquisti prima di partire.
Le valigie, le lacrime di mamma e papà, la porta di casa, la propria città.
Poi immaginate il volo, l’aereo, le nuvole e la bellezza della terra vista dall’alto.
L’entusiasmo di partire per incontrare altre vite umane di diversa nazionalità, religione, sesso.
L’università e la nuova lingua da imparare, i libri da studiare.
La lontananza.
Skype per mostrare ai tuoi fratelli che stai bene.
Le foto dei paesaggi che non hai mai visto, il cielo che lì sembra avere un altro colore, gli sconosciuti che in una settimana sono diventati amici.
Immaginate le lezioni, la lavatrice, il pranzo da preparare, la cameretta da mettere in ordine.
L’ultima esperienza universitaria prima dell’ultimo esame, prima della laurea che fino a poco tempo fa sembrava un traguardo irraggiungibile.
I concerti, le piazze, i locali, la musica, le discoteche, l’amore.
Cinque mesi che corrono alla velocità della luce.
La maturità e l’indipendenza che non avevi conosciuto e che adesso ti hanno reso donna, ti hanno reso uomo.
Immaginate uno spettacolo di fuochi d’artificio, in Spagna, al costo di venti euro.
I sorrisi di sette ragazze italiane. Le unghie lunghe e affilate con cui ci si aggrappa alla felicità.
La purezza e la fragilità di una femmina a vent’anni. La voglia di dimenticare i problemi, le cose che non vanno, l’ansia, la tristezza.
La libertà.
Immaginate adesso il colore rosso. Una stanza rossa, un cielo rosso, un mare rosso, un albero rosso, delle mani rosse, una bocca rossa, e poi piedi, testa, cuore, pancia, gambe…rosso.
Un pullman rosso, una strada rossa, la vita che si tinge di rosso e diventa morte.
Il fato, il destino, Dio.
Perché proprio a Valentina? Perché a Elena, Francesca, Serena, Elisa Mugnozza, Elisa Valent, Lucrezia?
Perché si muore?

«Voi siete eterni, ma la vita no. Visitando un parco dei divertimenti, nessuno pensa di rimanerci per sempre.»
No, noi siamo soltanto in visita. E siamo nati qui per soffrire.
«Se riuscirete ad accettare questo potrete accettare qualsiasi cosa accada nel mondo.»
Il risvolto ironico è che, accettando ciò, non soffriremo mai più. (Chuck Palahniuk)

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