Austin ha chiuso definitivamente il campionato 2015, incoronando Hamilton campione del mondo per la terza volta. L’inglese riesce finalmente a eguagliare il suo mito, Ayrton Senna, almeno con i numeri ma in questa domenica non ha vinto Lewis, ha perso Rosberg. Una gara caratterizzata da una prima parte di bagnato e umido e una seconda di asciutto ma freddo. Il tedesco aveva tutte le carte in regola per vincere e tenere aperto ancora per un po’ il campionato. A pochi giri dalla fine ha sbagliato e ha fatto conoscere ai suoi pneumatici le vie di fuga. Un errore, dovuto a poca lucidità, che gli è costato caro, molto caro. Hamilton era lì ad approfittarsene, a cogliere l’attimo. Non dobbiamo stupirci se quest’anno non c’è stata tanta bagarre per il titolo e soprattutto tra i due alfieri della casa di Stoccarda. Rosberg ha giocato passivamente, non è mai stato convinto di poter vincere, si è sempre accontentato. Ma proprio il GP Texano ha posto dei paletti sui futuri protagonisti dell’anno prossimo o di un futuro remoto. Il primo fra tutti è Vettel. Partiva 13° e dopo una gara punteggiata da magnificenza, sua e della Ferrari, è riuscito a salire, nuovamente, sul podio. Il 2° posto è sfumato per un nulla, ma se c’è qualcuno che può battere Hamilton, quel qualcuno è lui, sempre se la Ferrari gli darà un’arma ben affilata. Sarà un’impresa difficile, l’inglese è  un fenomeno naturale  non tanto propenso a perdere, ma a noi piacciono le cose difficili. Il secondo pilota che bisogna tener d’occhio è Verstappen, giovane, irruento ma con un talento innato. Egli riesce a sfiorare la terza posizione e, ciò, per un rookie, in una gara difficile come questa, non è roba da poco. Interessante anche la Toro Rosso che pian piano esce dal guscio e comincia a mostrare i denti. Come al solito, Marko Helmut vede più lontano del suo occhio e mette a disposizione dell’ex Minardi due eccellenti piloti. Sainz, figlio del due volte campione del mondo rally, leggermente più maturo del suo compagno diciottenne, ha disputato una gara sublime. Partito ultimo, dopo l’incidente nella Q1 che ha distrutto la parte anteriore della monoposto, arriva in zona punti. Taglia il traguardo 6° ma una penalizzazione, dovuta ad eccesso di velocità nei box, lo fa retrocedere in 9° posizione.

Ottima la gara dei due piloti Red Bull. La loro vettura aveva un assetto che prediligeva la pista bagnata; nella prima parte di gara hanno dato spettacolo, combattendo tra di loro e con le Mercedes. Quando la pista si è asciugata, abbiamo perso le loro tracce. Ricciardo chiude 10° mentre Kvyat chiude contro il muro dei box al 41° giro. Per la prima volta, causa condizioni asfalto che annullavano una parte dei vantaggi, la McLaren si è resa protagonista. Button chiude 6° grazie alle sue, ormai riconosciute, doti da bagnato. Diversa sorte per Alonso che stava per conquistare qualche punto quando il motore Honda ha deciso di perdere potenza. Possiamo dire, senza smentite, che questo è stato uno dei gran premi più interessanti di tutto il campionato. La pioggia, il vento, il cambio di condizioni (da bagnato ad asciutto) hanno regalato una gara ricca di sorprese. La safety car ha reso ancora più avvincenti queste sfide, annullando un paio di volte tutti i vantaggi. L’unica perplessità è come mai il nostro Pastorone non sia rimasto coinvolto in questi pazzi eventi di cui spesso è partecipe.

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