Dopo le qualifiche di sabato, tra i tifosi aleggiava una romantica illusione di vedere nuovamente due Ferrari sul podio. Ma tra il sogno e la realtà si è interposto un certo Lewis Hamilton in versione biondo platino. L’inglese conquista a Monza il suo secondo Grand Chelem: pole, giro veloce e vittoria restando al comando dal primo all’ultimo giro. Un weekend perfetto, senza una minima sbavatura. La vittoria è stata messa in dubbio solo quando la FIA ha investigato la Mercedes per la pressione degli pneumatici che non rientrava nel range  consigliato dalla Pirelli. Una questione morta quasi sul nascere, che pone Hamilton in una bolla di vetro per il suo terzo titolo mondiale grazie anche al ritiro del suo compagno di squadra. Rosberg ha corso con una P.U. non aggiornata che non ha retto la mole di lavoro richiesta a Monza. A pochi giri dalla fine il motore prende fuoco e appieda il tedesco lasciando a 53 punti di distanza dal suo diretto avversario e distruggendo quasi il sogno di vincere un mondiale.
Chi invece si sveglia bruscamente sognando il podio è Raikkonen. Il finnico sbaglia completamente la partenza per ragioni ancora sconosciute.  Non si sa se lui ha pasticciato coi comandi o c’è stato un problemino sulla seconda frizione ma resta il fatto che, in pochi secondi, dalla seconda casella si ritrova in ultima posizione. Una gara dalle due facce. Da una parte c’è il rammarico di un podio perso ma dall’altra abbiamo assistito ad una delle più belle gare di Iceman. Aggressivo, pulito, veloce, ormai erano anni che non vedevamo queste prestazioni dal finlandese della Ferrari che, senza dimenticarlo, riesce ad ottenere il 5° posto. 
Diversa la gara di Vettel. Partito dalla 3° casella si ritrova ad inseguire Hamilton per tutta la gara ma la superiorità della Mercedes non ha rivali. Non sbaglia nulla e conquista la seconda posizione con una gestione gara perfetta, anche sotto la pressione di Rosberg.  Non si poteva chiedere nulla di più al tedesco, conosciamo bene i limiti della monoposto rossa. 
Il gradino più basso del podio invece è destinato a Massa. Ottima la gara del brasiliano anche se, come sempre, il box e il muretto non sono all’altezza di un top team. Commoventi gli applausi sul podio dedicati all’ex ferrarista, che senza ombra di dubbio ha lasciato un bel segno nei cuori dei tifosi italiani. Buona anche la prestazione del suo compagno di squadra che, dopo un paio di gare opache, ritrova il suo ritmo ma potrebbe fare di più. 
Chi, come al solito, ha stupito con una bellissima rimonta sono i piloti motorizzati Renault. Ricciardo come sempre è lucidissimo in gara e si potrebbe azzardare a dire che sia il miglior pilota in fase di sorpasso. É  aggressivo ma senza quell’imprudenza che invece appartiene ad un altro pilota della famiglia dei bibitari: Verstappen che, come a SPA, ci ha regalato duelli mozzafiato, soprattutto quello con Button. 
Le ultime righe non potevamo non  dedicarle al circuito di Monza. Per quanto sia semplicemente una pista di motore, guardare queste monoposto, così poco naturalizzate dal concetto di Formula 1, girare con una media di 250 km/h è sempre una gioia al cuore, assumendosi il difficile incarico di rendere l’estremo normalità.

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