11094347 1612074035720989 600783524610464121 nDopo quasi un mese di stop i motori della Formula 1 ritornano ad accendersi su uno dei teatri delle quattro ruote più belli del mondo: SPA. Il protagonista di questo siparietto è indubbiamente Lewis Hamilton che dopo aver dominato le qualifiche, distaccando il suo compagno di squadra di quasi 5 decimi, vince con una semplicità disarmante. Questa volta non ci sono stati avversarsi degni di lui, troppo semplice la sua vittoria. Rosberg ha corso come in Ungheria, una gara molto mediocre. Dopo aver sbagliato la partenza ritorna in seconda posizione, e ha faticato non poco a recuperare qualcosina sul suo compagno di squadra. Sul gradino più basso del podio, a sorpresa, c’è Grosjean. Spettacolare e miracolosa la gara del francese, che vale come una vittoria. Nessuno avrebbe scommesso un soldo su questa Lotus in piena crisi finanziaria e con metà dei beni pignorati ma, questo vale anche per i più scettici, bisogna ricredersi. Aveva un passo gara ottimo, buona velocità di punta e soprattutto un buon T2 cioè la parte “guidata” di SPA.  L’unico rammarico è di non averlo visto conquistare il 3° posto che gli è stato concesso, se volete dalla fortuna, dalla Ferrari di Vettel.  Ma la fortuna bisogna anche meritarsela. 
Weekend nero per la Ferrari che perde il terzo posto a soli due giri dalla fine. Una gara stupenda quella di Vettel che riesce a gestire un set di Medium per oltre 28 giri. L’auto non era all’altezza delle concorrenti, non era da “podio” ma dopo anni abbiamo visto una Ferrari diversa, che osa. Il rischio non è sempre ripagato come in questo caso. L’esplosione dello pneumatico è e sarà argomento di dibattito per lungo tempo. Non è ammissibile che la struttura venga meno senza un decadimento verticale delle prestazioni. Vettel girava solo 6 decimi più lentamente di Grosjean (sicuramente rallentato un po’ dal tedesco) ma questo indicava la bontà del degrado. Inoltre sia Paul Hembery e sicuramente i tecnici della Pirelli, presenti in ogni box, hanno prima acconsentito alla pazza strategia Ferrari per poi scaricare tutte le colpe sul team, mentre Arrivabene, smentendo qualsiasi voce di una strategia suicida, ha chiesto alla casa italocinese di assumersi le sue responsabilità. Comunque sia andata a finire lode a Vettel, che ha tenuto testa con la sua innaturale abilità a Grosjean (soprattutto all’Eau de Rouge) e lode alla Ferrari. Si vince anche quando si perde. 
Gara diversa per Raikkonen che, partito dalle retrovie dopo un problema alla trasmissione durante le qualifiche, riesce a entrare nei top 10 e rosicchiare qualche punto per lui e per il team. Una buona gara del finnico che non bisogna dimenticarsi montava un motore non aggiornato. I rumors parlano di una quindicina di cavalli mancanti e se fosse così grande merito a Kimi. 
Bellissima anche la gara di Kvyat che negli ultimi 10 infuocati giri del GP del Belgio ha regalato ai tifosi tantissimi sorpassi che gli hanno permesso di salire in 4° posizione. Sfortunato invece il compagno di squadra. Ricciardo poteva giocarsi il podio ma è stato tradito da un problema tecnico sulla monoposto. Restando in casa Renault, anche Verstappen ha regalato tante emozioni con una gara incredibile. Il sorpasso all’esterno su Nasr alla curva del Blanchimont è stato un vero e proprio capolavoro, segno di grande talento e forse un po’ d’incoscienza. 
Finiamo con le Williams che hanno disputato una gara disastrosa. Non avevano un buon passo gara e soprattutto in T2 perdevano troppo, segno di un telaio non all’altezza dei top 3. Inoltre la maledizione di box affligge da sempre la scuderia di Sir. Williams ma questa volta hanno esagerato montando due mescole diverse contemporaneamente. Cosa inusuale e proibita in F1 ma che un giorno forse potrebbe diventare possibile seguendo le orme di Le Mans e Moto GP.

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