Il neo circuito di Sochi, costruito secondo volontà di Putin per far ospitare anche alla Russia un gran premio, ha regalato diversi colpi di scena. Ma procediamo con ordine e analizziamo bene cosa è successo. Prima della gara in se, dietro il teatrino della FIA-TV, definità così dall’ingegniere Erinco Benzing, si chiude un nuovissimo contratto per la Pirelli che resterà l’unico fornitore di pneumatici fino al 2019. La concorrenza con Michelin, in lizza per la fornitura dal 2017, è finita sul nascere creando altri campionati in regime di monogomma, e di conseguenza abbandonando l’idea di uno spettacolo diverso per questa F1 in crisi ma ancora forte e capace di reggere qualsiasi pressione. 
Ritornando alla gara, non si può non cominciare a parlare degli sconfitti di questo GP. Il primo di tutti è Rosberg. Dopo una qualifica perfetta che gli regala la pole e una partenza intrinseca delle sue intenzioni di vittoria, e di conseguenza recupero su Hamilton, si deve fermare per uno stranissimo problema all’acceleratore che ad un certo punto ha cominciato ad alzarsi e spostarsi verso il pilota. 
Il secondo sconfitto è Sainz. Dopo il bruttissimo incidente di Sabato, durante le FP3, che non gli ha permesso di partecipare alle qualifiche, con forza, coraggio e cuore lo si intravede schierato al via. Conduce una gara stupenda che gli permette di portare la cugina piccola delle Red Bull in zona punti, ma caso vuole che un problema tecnico fermi la sua Toro Rosso. Possiamo concedergli lo scettro di vincitore morare per questa gara.
Chi invece ha vita facile è Lewis Hamilton. Dopo l’uscita dai giochi del compagno di squadra, la Mercedes n°44 gironzola con un’inquietante calma sul circuito di Sochi, regalando a Stoccarda una nuova vittoria. Mentre il cavaliere nero della scuderia tedesca errava da solo, dietro di lui si consumava una bellessima battaglia tra Williams e Ferrar,i. Vettel perde una posizione al via ma grazie ad un’ottimo passo, soprattutto nella seconda parte della gara, e un’ottima strategia riesce a liberarsi sia di Bottas che di Raikkonen permettendogli di arrivare 2°. Il tedesco non solo arriva 2° a Sochi ma riesce a usurpare il giro veloce ad Hamilton e soprattuto la seconda posizione a Rosberg nella classifica piloti. Ottimo risultato in prospettiva del 2016.
Diversa la gara tra Raikkonen e Bottas che si trovano a fronteggiarsi per tutta la durata della corsa. Il filandese della Williams, Bottas, perde una posizione alla partenza a scapito del suo connazionale, ma dopo le safety car riesce ad avere un’ottima ripartenza e recuperare la sua posizone. L’epigolo non è felice, infatti all’ultimo giro si deve fermare dopo essere stato colpito da Raikkonen che ha cercato, nella sua aggressività, un sorpasso forse impossibile in quel momento. Il biondo bevitore di Marannello ha alternato  la sua gara tra una fase dormiente e una estremamente aggressiva. A differenza di Bottas riesce a concludere la gara, anche se con una sospensione rotta, in 5°posizione, agevolando il grande ma fortunato recupero di Massa. Alla fine della gara la FIA lo penalizza di 30 secondi e si ritrova virtualmente in 8° posizione. Grazie a questa penalizzazione la Ferrari regala in anticipo alla Mercedes il suo 2° campionato costrutturi nell’epoca delle P.U.. La gara del finnico, come spesso accade, è possibile vederla in due modi diversi: c’è chi lo difende e chi lo attacca, ma tutti dovrebbero soffermarsi sul fatto che finalmente lo si rivede protagonista. 
Chi chiude il teatrino del podio è Perez, che grazie ad un cambio gomme avvenuto al momento giusto riesce a ritrovarsi 3° posizione, persa inizialmente dopo il doppio sorpasso del duo finnico ma recuperata dopo l’incidente. Un podio di “fortuna”, ma la fortuna bisogna cercala e soprattutto guadagnarsela. 

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