Sochi, Nico Rosberg continua a sorridere in un weekend nero per Hamilton e la Ferrari. Il biondo della Mercedes non si placa, arriva a vincere la sua settima gara consecutiva eguagliando negli annali mostri sacri come Schumacher e Ascari. Ma il tedesco non si accontenta di una semplice vittoria, vince con un Grand Chelem dopo un ultimo giro da far rabbrividire la concorrenza. Arriva a pieni punti, ben 100, verso le prime gare europee di questo mondiale ponendolo nella comoda posizione di gestione. Innegabile il risveglio del biondo dopo un 2015 passato nell’ombra di Hamilton ma è pur vero che la fortuna sta giocando dalla sua parte.
Mentre il biondo ride, il nero, spodestato dal suo trono, chiude solo secondo. Dopo i problemi in qualifica, mentre spingeva la sua auto cercando di recuperare qualche secondo su Rosberg, un nuovo problema nasce sulla sua F1-W07 lasciando vita facile al suo collega. C’è chi urla al complotto contro Hamilton, sostenendo che i meccanici del team 44 siano passati agli ordini del team 6 ma le chiacchiere rimangono chiacchiere anche perché se fosse minimamente vero significherebbe che il valore di Hamilton è sopravalutato a scapito di meccanici sovraumani. Ma davvero basta qualche meccanico per ribaltare le gerarchie?
Ora passiamo alle vere note dolenti con una Ferrari incapace di sostenere un ritmo come quello mostrato dai rivali tedeschi. Sin dal venerdì abbiamo visto una rossa in difficoltà, complici le temperature e il layout della pista ma queste giustificazioni valgono solo se si dispone di una monoposto valida nel resto dei circuiti come ad esempio la Mercedes a Singapore 2015. I sogni di vittoria in Russia erano già sfumati ma dopo la partenza Vettel, partito 7° dopo aver ricevuto 5 posizioni di penalità per la sostituzione del cambio, viene tamponato due volte da Kvyat ponendo fine alla sua gara dopo solo la terza curva. Errare è umano ma perseverare è diabolico, un doppio tamponamento è segno di poca lucidità causata da una pressione elevata. Il russo non solo ha rovinato la gara al tedesco della Ferrari ma anche al suo compagno di squadra che si è ritrovato la Ferrari di Vettel addosso dopo il primo tamponamento e ha dovuto sostituire l’ala anteriore. Poca lucidità anche nel muretto Red Bull che sbaglia completamente la strategia buttando alle ortiche quel che restava della gara compromessa dei loro due alfieri.

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Continuando a parlare di Ferrari, il santo bevitore chiude terzo ma la sua gara è stata molto ma molto opaca a differenza di come ci stava abituando da inizio campionato. Però c’è da chiedersi se Raikkonen è bollito oppure bollato?
La Russia ha regalato anche tante soddisfazioni ai team “minori“. Alonso con una McLaren-Honda in pieno recupero riesce a chiudere 6° portandosi in zona punti. Grande la gara dello spagnolo che dimostra che dopo tutte le peripezie, tra cui l’incidente di poche gare fa, è ancora in grado di lottare. Anche la Renault riesce a conquistare i primi punti di questa stagione grazie ad una gara attenta e costante da parte di Magnussen. Ritorna in zona punti anche la Haas con Grosjean dopo lo “0” conquistato in Cina, grazie ad un ottimo passa gara e una strategia intelligente.
Diversa sorte per il giovane Verstappen, dopo aver conquistato con una gara sublime la 6° posizione alle spalle di Massa, il motore marcato Ferrari 2015 si ferma ponendo fine alla sua gara. Un peccato poiché la Toro Rosso ora deve concretizzare dei risultati prima che gli altri portino aggiornamenti pesanti e loro restino fermi per tutto il campionato a livello motoristico.
Chiudiamo con un’invettiva contro i circuiti moderni stile Sochi che tecnicamente sono uno spettacolo ma lasciamo le curve a 90° ai kart non alle Formula 1. Se dall’inizio del campionato abbiamo assistito a gare avvincenti con tanti sorpassi, il weekend russo è stato dominato dalla noia dal secondo giro in poi.

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