Già dal Canada la Mercedes è tornata a dettare legge in Formula 1, riuscendo a far rientrare gli pneumatici nel giusto range di utilizzo e trasformare il passo lungo, estremizzato quasi come difetto di fabbrica, in un pericoloso e assassinio pregio. Ma tra polemiche, colpi di sfortuna ed errori vari, la Ferrari ne era sempre uscita bene a tratti benissimo. Questo almeno fino a ieri..


A Silverstone la Ferrari ha portato una nuova specifica di motore denominata evo 3 che sin dal venerdì non ha mai dato l’impressione di poter sopperire alle lacune del motore targato Mercedes anzi ha confermato la metamorfosi della signora in Rosso in stile mito di Atteone. Da cacciatrice è diventata preda. Un vero e proprio crack considerando che questo weekend nero attraverso la rottura di due pneumatici a distanza di nemmeno un minuto ha trasformato la sconfitta in una specie di Caporetto facendo suonare un campanello rosso di emergenza a Maranello che echeggerà nella testa di Mr. Marchionne per almeno altre due settimane.

Probabilmente il passo corto e la decisione di togliere un po’ di velocità per aumentare la trazione abbiano giocato una carta importante per questa sconfitta clamorosa. Probabilmente Silverston sta a Ferrari come Montecarlo è stata alla Mercedes. Ma i campionati si vincono solo se sei veloce ovunque.
Ovviamente non abbiamo prove concrete, in Formula 1 cambia tutto così radicalmente in un secondo e dobbiamo aspettare l’Ungheria per trarre conclusioni più certe.
Per il momento sappiamo che di fatto Hamilton è a un solo punto da Vettel, la Mercedes ha 55 punti di vantaggio e la Ferrari dalla trasferta in casa del nemico è uscita con le ossa ammaccate e con tanti dubbi.

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