È da anni che il mercato interno della Formula1 non subiva uno scossone degno di nota. In questi giorni il circus è il teatrino di un vero e proprio valzer di motori e colori. A dare vita ufficialmente alle danze è stato Ghosn, presidente della Renault, che al salone dell’auto di Francoforte ha ufficializzato la rottura definitiva della partnership tra Renault, F1 e Red Bull. Dopo anni di successi questo sodalizio è giunto al termine tra critiche e accuse reciproche. La casa francese rimasta senza team ha due scelte: abbandonare la Formula1 o acquisire la Lotus, in profonda crisi finanziaria, e rientrare come costruttore e motorista. L’acquisizione è richiesta a gran voce dalla casa di Enstone che in questi giorni è divisa tra Singapore e i tribunali inglesi. La scelta della Renault non è semplice, comprare la Lotus significa investire un bel capitale ma uscire dalla Formula1, dopo due anni dalla nascita delle Power Unit, vuol significare rinchiudere in uno sgabuzzino per sempre investimenti consistenti che forse non sono stati del tutto recuperati.

Diversa la sorte di Red Bull e di conseguenza della sua cugina minore: la Toro Rosso. Con l’uscita della Renault non hanno molta scelta, i motoristi in gioco a disposizione sono due: Mercedes e Ferrari. In questi giorni Horner ha chiuso completamente la trattativa con Mercedes, rifiutando la loro proposta di un motore clienti. Un motore clienti è lo stesso ed identico motore, ma con mappature diverse che non rendono come quelle utilizzate dalla casa madre. Quindi la strada da percorrere sembra solo una: il cavallino rampante. Non è chiaro se questa soluzione, non ufficializzata ancora, sia a lungo o breve termine. Ritornano sempre le voci di corridoio di un’entrata in scena da parte di Volkswagen che dovrebbe comprare il team Red Bull però non prima del 2018. Le chiacchiere nel paddok restano semplici parole, invece, il ritorno di un motore Ferrari sulla Red Bull sembra più vicino di quanto si possa immaginare.

Se queste trattative dovessero andare in porto chi ci guadagnerebbe è la Ferrari. L’era Marchionne sta cominciando a fruttare ottimi risultati con un metodo diverso dall’epoca Montezemolo. Senza mai rinnegare i grandissimi successi ottenuti, sia in F1 che fuori dal circus dall’ex presidente Ferrari, il cavallino rampante sta pian piano uscendo da quel romantico isolamento voluto dal Drake e comincia a prendere coscienza della Formula1 moderna. Nel 2016 cinque team dovrebbero montare un propulsore Ferrari, uno dei quali, Haans, è una specie di team clienti, tanto criticato dalla Mercedes per l’uso estremo ma corretto del regolamento. A noi non resta che aspettare conferme o smentite di queste proposte, ma in qualsiasi caso l’anno prossimo ne vedremo delle belle.

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