Finchè non si fracica – “Ogni maledetto lunedì su due” di Zerocalcare

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Notte. Una nave è appena naufragata. Un ragazzo corrucciato ed un Armadillo, immersi nelle acque scure insieme agli altri sopravvissuti, si reggono ad un legno del relitto. 

-Ma sei sicuro che galleggia ‘sto coso?-

-É legno per forza galleggia.-

-Ma all’inizio galleggia, poi si fracica. É il principio termodinamico di fracicamento del legno.-

-E quando si fracica ci pensiamo. Una cosa alla volta. La gatta multitasking fa i gattini ciechi.-

Inizia così la storia a colori che fa da collante ai racconti brevi di “Ogni maledetto lunedì su due”, il terzo libro del prodigio del fumetto italiano, Michele Rech, in arte ‘Zerocalcare’. Pubblicato nel 2013 dalla Bao publishing, dopo il successo de “La profezia dell’Armadillo” e “Un polpo alla gola”, “Ogni maledetto lunedì su due” raccoglie due anni di pubblicazione sul blog dell’autore(dal 21 novembre 2011 al 18 febbraio 2013).

Trentadue storie, che raccontano la vita quotidiana ed i ricordi di un quasi-trentenne in lotta col tempo che passa. Ad intervallarle un malinconico ed a tratti commovente racconto inedito, che vuole essere una metafora della condizione esistenziale della generazione dei nati alla fine degli anni ’80: ritrovatisi nel mondo degli adulti come i superstiti di un naufragio.

Le storie di Zerocalcare, dalla drammatica lotta per inserire il piumone nel copripiumone alle teorie paranoiche sull’odiato codice captcha, sono esilaranti. La comicità dell’autore – l’unico a prenderle dalla forestale al G8 di Genova –  è tutta fondata sull’iperbole, sulla drammatizzazione delle piccole avventure di ogni giorno, come alzarsi d’inverno ed affrontare le lande ghiacciate del corridoio per arrivare in bagno.

Il libro è stracolmo di icone pop anni ’80-’90, che incarnano degli spiriti guida ante litteram: da Toki, fratello di Ken il guerriero, chiamato ad interpretare il buon senso, a Splinter, il maestro delle tartarughe ninja, a fare da coscienza.          

Le 210 pagine di questo corposo volume a fumetti fuggono via in un lampo, mentre ci si sganascia dalle risate. Zerocalcare sforna idee brillanti ad ogni vignetta, sconfinando spesso nella pura genialità. Non ridere è praticamente impossibile, soprattutto se si appartiene alla stessa generazione di questo ragazzo prodigio (per il suo primo libro Zerocalcare  è stato prodotto da nientepopodimenoche Makkox), che da bambino sognava di fare il paleontologo e che, da quando è andato a vivere da solo, si nutre quasi esclusivamente di plumcake.  

Ma spesso il riso si fa amaro: Zerocalcare ci offre il ritratto di una generazione senza certezze, completamente allo sbando; di trentenni che non riescono a dirsi adulti:<<(…) non è che io non sono un trentenne (…) è che proprio i trentenni non esistono più, come gli gnomi, il dodo e gli eschimesi. Adesso c’è l’adolescenza, la postadolescenza e la fossa comune. I trentenni sono una categoria superata, a cui ci si attacca per nostalgia, come il posto fisso>>.

Da quasi- quasi, eh– trentenne, viene spontaneo avvicinarsi con la propria zatterina malferma a quella di  Zerocalcare per ascoltarlo interrogare il suo alter ego Armadillo:

 

-Ok. Una cosa alla volta. Quindi intanto che facciamo?-

-E che dobbiamo fa? Stare a galla.-

-Giusto stare a galla. Ma fino a quando?-

-Boh. Finché non si fracica.- 

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