Food Emperor: tra successo e vegani

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Autoproclamatosi imperatore del cibo sin dal suo primo video su Youtube, col tempo sta ricevendo sempre più consenso dal popolo del tubo, soprattutto quello italiano, per il suo modo di interpretare la cucina. Stiamo parlando di Food Emperor che ha dedicato a Social un’intervista dallo stile che possiamo definire naïf.

      1) Da quando hai postato il tuo primo video ti aspettavi di diventare così popolare suYoutube? Secondo te da cosa deriva tutto questo successo?

Non me lo aspettavo. Ho iniziato a sperimentare con vari video di ricette. Ho provato a fare video seri e video divertenti, duri e facile. E’ stato così fino a quando non ho iniziato a parlare italiano, e poi polacco: da questo momento che sono diventato molto popolare. Penso di piacere alla gente perché io non sono perfetto. Parlo come faccio naturalmente, e cerco di non ri-registrare la voce. Se mi sbaglio, va bene. Imparerò alla fine. Inoltre, penso che il fatto che cerco di raccontare una storia fa si che non solo i cuochi vogliono guardare i video, ma anche persone che non cucinano ma che amano una buona storia.

        2) Cosa vuol dire cucinare per te e da dove nasce l’amore per la cucina?

Sono appassionato di capire le cose del mondo. Piccoli bambini rompono i loro giocattoli perché vogliono vedere cosa succede quando li buttano fuori dalla finestra. Ho esploso un uovo perché volevo vedere cosa succedeva se lo mettevo nel forno a microonde. Durante la mia infanzia, ho vissuto qualche anni in Bretagna. Qui, ho incontrato un uomo che si chiamava Lionel Couleau. Lui aveva un ristorante di frittelle bretone al grano saraceno popolare nel suo piccolo paese. Mi ha insegnato le basi della cucina del nord-ovest della Francia, e da allora ho continuato. La passione è rimasta con me da allora.

        3) Come ben sai in Italia si è molto tradizionalisti, la cucina della mamma è insostituibile e la nouvelle cuisine è ancora vista come un tabù. Secondo te perché la cucina ha bisogno di un’evoluzione? Inoltre l’evoluzione deve nascere dalla tradizione?

Sono davvero tradizionalisti! Il cibo è un’evoluzione, ma la gente in Italia rimane bloccata in piatti della mamma. A volte, gli italiani dicono che tutti i loro piatti sono tradizioni vecchie di qualche centinaia di anni che non devono mai essere cambiate. Eppure il tiramisù non è stata fatto prima del 24 dicembre 1969. La carbonara mi fa molto pensare al “cacio e uova” dal sud dell’Italia. Le persone non sono nemmeno d’accordo su dove la carbonara proviene. Non appare nel classico libro “La Romana Cecina” dal 1930, quindi non era un piatto conosciuto da allora. Ci sono, però, delle fonti storiche che implicano che la pasta alla carbonara viene delle uova e bacon che le truppe americane hanno importato in Italia durante la seconda Guerra mondiale. Quindi…guanciale, davvero? Beh, il guanciale è in questo caso un’evoluzione dalla ricetta originale di utilizzare bacon americano. Tutti dovrebbero tornare ad usare il bacon per fare la ricetta originale? Certo che no, perché il cibo è solo la sua storia. È anche il suo presente. Quindi, come l’evoluzione nasce dalla tradizione, la tradizione a sua volta è il risultato di qualcosa d’altro. Sono molto impressionato da Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Lui ha veramente avuto problemi per convincere la gente del posto che si può fare i piatti della tradizione ancora migliori, o almeno fare nuove variazioni di questi piatti.

        4) Anais Nin nel suo libro “Collages” scrisse di un grande cuoco che perse la voglia di cucinare poiché le persone, anno dopo anno, persero il potere delle parole e non hanno mai imparato il linguaggio culinario. Gli mancava quella spinta che lo faceva crescere come un soufflé. Secondo te quanto sono importanti le parole in cucina soprattutto nel mondo telematico in cui vive Food Emperor?

Amo le lingue, ma so anche che le lingue si evolvono. “Un baiser” significa “un bacio” in francese. Ma se dici “je veux te baiser”, significa che vuoi scoparla. In passato “embrasser” significava “prendere nei bracci”, tipo “abbracciare”. Oggi, significa “dare un bacio”. Non importa quello che vuoi realmente dire, questo è ciò che significa per i francesi nativi di oggi. Se dici a un polacco di “fare un gelato”, lui capirà “fammi un pompino”. Può provocare una situazione molto imbarazzante se non conosci le parole giuste, ma non è una catastrofe. È semplicemente un’incomprensione. La terminologia è, comunque, importante tra le persone che hanno bisogno di essere perfettamente comprese. Se fossi un giudice e scambiassi la parola assolto per colpevole, allora sarei licenziato. In una cucina professionale, il gergo e la terminologia professionale è importante ogni giorno. Questi termini di cucina sono di solito francesi. Ma anche nel mondo del cibo, i sensi cambiano. Sono un linguista per mente e nel cuore, mi piace il cambiamento fintanto che non risulta catastrofico.

        5) Sdrammatizziamo il tutto e ti domando cosa pensi dei vegani?

Penso che alla gente dovrebbe essere permesso di fare ciò che vuole, purché non danneggia gli altri. E non la metto sul piano filosofico o metafisico. Certo, possiamo sostenere che se tutti mangiano carne, la produzione sarà insostenibile nel lungo periodo, ma questo non significa che la terra è condannata se mangio una bistecca. Perciò, io rispetto le persone che scelgono di non mangiare carne per il loro proprio benessere o per il loro gusto personale. Ma se ti dico di mangiare carne, nonostante la tua scelta di essere vegetariano, mandammi affanculo. E se tu mi dici di non mangiare carne a causa della tua propria convinzione, allora tu vaffanculo. Tuttavia, se sei una bella donna vegana che offri la tua patatina, allora potrei prendere in considerazione quello che dici.

        6) Dedichi a Social una ricetta?

Forse. Devo solo capire che cosa potrebbe essere un piatto Social.

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