Qualche giorno fa, nella sede di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Via Marina, si è verificato l’ennesimo furto.

Un signore sulla cinquantina, capelli bianchi, è entrato nell’aula e si è intascato alcuni oggetti trovati dentro due borse lasciate incustodite su una sedia.
Il fatto si è verificato sotto gli occhi di alcuni presenti, eppure quasi tutti hanno fatto finta di non vedere.
Ragazzi che studiano legge, che nella giustizia ci credono davvero, rischiano così di diventare omertosi nel loro piccolo. Vivere nell’indifferenza non fa altro che giovare al “sistema” al quale  tutti, in un modo o nell’altro, consentiamo di andare avanti.
Gli addetti alla sicurezza cercano di fare la loro parte, anche se dovrebbero essere più vigili ed accorgersi di persone che entrano nelle aule e destano evidenti sospetti. Il problema però non va risolto attribuendo responsabilità esclusivamente a loro, forse ogni tanto, anche noi studenti dovremmo assumercene qualcuna.
Se notiamo una presenza ambigua nella nostra aula, segnaliamolo! Se vediamo un signore rubare davanti ai nostri occhi, chiamiamo qualcuno che possa aiutarci! 
Non si tratta di fare gli eroi, si tratta di avere una coscienza. Non è necessario agire con violenza, tantomeno se si tratta di persone di mezza età che possono essere fermate facilmente dal personale che lavora nell’università. Non è voltando lo sguardo dall’altra parte che diventerete ottimi giuristi. 
Abbiate buon senso e cominciate a denunciare da adesso. 
Questo è il primo passo in avanti per rendere Napoli e la nostra università più civile e vivibile. 
“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”. 
(Albert Einstein dixit.)

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