GameRewiew – FarCry Primal – Il Mammut perde il pelo ma non il vizio!

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Trent’anni e sentirli tutti. Mamma Ubisoft quest’anno ha compiuto il suo trentesimo compleanno ed ha deciso di festeggiarlo sfornando un dolce dal gusto leggermente “preistorico”: FarCry Primal.

Siamo nel lontano 10.000 a.C. nell’età della pietra, dove l’uomo inizia a prendere confidenza con i primi utensili e le prime armi, dove la sopravvivenza e la caccia sono le principali priorità dell’Homo Sapiens .

I Wenja erano un popolo nomade che aveva un unico obbiettivo: raggiungere la leggendaria terra di Oros. Dopo anni di spostamenti finalmente raggiungono la meta tanto cercata; si ritrovano di fronte ad una terra ricca di fertilità e bestiame. Ma i con il passare degli anni i Wenja si ritrovano costretti a difendere la propria terra da altre tribù: gli Udam, una tribù di cannibali, e gli Izila, una setta di sciamani del fuoco.

E qui che faremo la conoscenza di Takkar: un cacciatore Wenja che ha il compito di aiutare la sua tribù a riconquistare l’intera terra di Oros.

Trama un po’ povera, secondo le aspettative. Ottimo comparto grafico, anche se ogni tanto il calo di frame (FPS) risulta fastidioso. È anche vero che ci troviamo di fronte ad un titolo “mastodontico”, sia nelle dimensioni della mappa, che nelle qualità delle animazioni  e dei modelli poligonali.

Ora vi chiederete perché “trent’anni e sentirli tutti”? Perché “il Mammut perde il pelo ma non il vizio”? Ormai sono anni che la Ubisoft  mostra anteprime di titoli dal gusto unico ed innovativo che carica l’Hype di uscita del titolo ed automaticamente fanno un boom di incassi alle prevendite: un successo già prima del Day One. Poi, dopo l’uscita del titolo, ci rendiamo conto di ciò che abbiamo avanti. E mamma Ubisoft che fa per rimediare? Bombarda il titolo di aggiornamenti e DLC (per nulla economici). Quindi, cosa abbiamo davanti?

  • Un gameplay simile a quello dei precedenti episodi, quindi nulla di nuovo.
  • Una mappa immensa e ben dettagliata nella sua orografia (Ricorda il Kyrat di Far Cry 4, un caso?).
  • Una straziante sensazione di noia nel ripetere sempre gli stessi obbiettivi.
  • Un Mammut arrabbiato ed un portafoglio con 70€ in meno!

In conclusione, FarCry Primal poteva essere un gioco spaventosamente innovativo ed originale, ma ci siamo lasciati di nuovo abbindolare dagli eccezionali trailer. Ubisoft, a parer nostro, sta invecchiando male. Propone sempre la stessa minestra e stavolta addirittura mal riscaldata

Buon Compleanno Ubisoft!

GRAFICA : 8.5   SONORO:7.0    GAMEPLAY:4.5

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