tom clancys ghost recon future soldier 1920x1080La penna dell’ormai compianto Tom Clancy è una garanzia per ogni videogiocatore, sono decine infatti i titoli che fanno dei racconti dello scrittore la base su cui costruire trame interessanti e, spesso, originali. A beneficiare di questa qualità non si è certo sottratta la serie di Ghost Recon.

Dolce vendetta
Il titolo si apre con una squadra ghost intenta a fermare un convoglio sospetto in Nicaragua.
Purtroppo il tempo non è dalla nostra parte, i quattro membi della squadra vengono spazzati via.
Non ci vuole molto, tuttavia, perché venga chiamata una nuova formazione per portare a termine il compito, ed ovviamente noi ne saremo uno dei pilastri portanti. Nei panni del soldato Kozak ci muoveremo, quindi, attraverso complotti mondiali. Dall’inusuale Zambia alla ricerca di preziose informazioni dai signori della guerra locali, passando dal Pakistan e arrivando al consueto appuntamento con la madre Russia, la storia ci accompagnerà attraverso dodici missioni per una decina di ore di gioco complessive. Purtroppo la trama ha quel retrogusto di già visto, faticando a sorprendere il giocatore più smaliziato, ma riuscendo, se presa con più leggerezza, ad intrattenere con gusto.
Punto focale dell’intera produzione è, ancora una volta, l’utilizzo di gadget iper tecnologici, ai quali fa eco un briefing, completo e dettagliato, prima di ogni missione. Attraverso il menù principale sarà possibile decidere quale equipaggiamento portarsi dietro, quale arma utilizzare e dare un rapido sguardo alle sfide proposte dagli sviluppatori. Davvero molto bene per un titolo come questo, dove i gadget sono punto focale del gameplay.

Gameplay

I nostri compagni di squadra, comandati dall’IA, potranno essere comandati da noi nei più svariati modi, potremo ordinare loro di muoversi in campo aperto oppure di cercare riparo, ordinare di fare fuoco o difendere la posizione. Grazie a nuovi droni volanti comandati a distanza, potremo monitorare dall’alto la situazione e ordinare ai commilitoni quali bersagli colpire. A questo punto i Ghost si muoveranno al coperto per avere una linea di visuale libera e, una volta in posizione, l’idea di inserire dei mantelli mimetici avanzati; quindi non serve solo a regalare ai giocatori un nuovo gingillo con cui bullarsi con i propri amici, ma permetterà all’IA di muoversi silenziosamente ed evitare di essere rilevata.

Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare, Ghost Recon Future Soldier mostrerà l’altra faccia della medaglia, ovvero quel combattimento classico in terza persona basato su coperture e aggiramenti. Da questo punto di vista il titolo Ubisoft garantisce un’ottima risposta dei controlli e restituisce un feedback con le armi piuttosto soddisfacente, sia per quanto riguarda il sonoro delle stesse che per rinculo e peso.
Le coperture funzionano a meraviglia e abbiamo apprezzato tantissimo la possibilità di piazzare i mitragliatori al di sopra dei ripari e utilizzarli come postazione semi fissa per fare fuoco di soppressione. Gli scontri si risolvono tuttavia sulla distanza e, grazie a sensori di calore e proiettili ad alta perforazione, colpire i nemici prima che questi si accorgano della nostra presenza sarà quasi sempre il metodo più pratico per porre fine alla questione.

Weapon, More Weapon!!
Come consuetudine Ghost Recon mette a disposizione tre classi principali da sviluppare -Scout, Geniere e Fuciliere- ognuna dotata di armi particolari, perk e gadget tecnologici unici. Salire di livello ci fornirà molte personalizazioni per la nostra arma definitiva. Oltre a personalizzare la classe esteticamente, il vero fiore all’occhiello di Ghost Recon Future Soldier è la modalità di modifica delle armi. Salendo di grado infatti non solo potremo scegliere quali bonus attaccare alla nostra arma ma sbloccheremo centinaia di elementi con cui personalizzare il fucile.

Le animazioni del personaggio e di tutto il mondo di gioco sono fatte molto bene, tutto è fluido e godibile, la campagna singola è mirata al dinamismo e alla spettacolarità, molto bella, a tratti banale, ma tutto viene ripagato da azioni sempre spettacolari e ben studiate.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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